mercoledì, Settembre 9, 2026

Lo “Ziqquratu” di Filippo Biagioli, una piramide di pace e fratellanza

PISTOIA – Un nuovo progetto artistico per il pistoiese Filippo Biagioli, dal nome “Ziqquratu”.

L’artista questa volta si è confrontato con la realizzazione di un’opera ispirata allo Ziqqurat, struttura religiosa polifunzionale presente in tutta l’antica Mesopotamia ma anche sull’altipiano Iranico e nel Turkmenistan. Una montagna sacra che racchiude in sé l’immagine del mondo che parte dalla terra e si avvicina al cielo.

Dice Biagioli: “ho trovato del legno nella mia discarica preferita, dove solitamente raccolgo materiale per fare le sculture. Aveva già dei gradoni e in parte li ho fatti io. Quando l’ho vista mi è subito venuto in mente il tema della guerra e della Terra Santa. Una terra che, nonostante la presenza di molti templi, è sempre stata massacrata da guerre”.

L’artista Filippo Biagioli (foto di Stefano Di Cecio)

L’ispirazione è partita quindi dall’osservazione dei gradoni con cui era fatto lo scarto di legno abbandonato che richiamava quella con cui erano fatti gli Ziqqurat.

“A volte i media provano a spiegarci questa guerra infinita – continua Biagioli – ma spesso, volontariamente o meno, risulta sempre una spiegazione caotica. Perché è una situazione, quella della Terra Santa, che se non ci sei nato e non ci sei dentro, non si può veramente capire. Tant’è vero uno dei miei maestri musulmani m’ha detto una cosa intelligente, non sono le religioni che si fanno la guerra, sono gli uomini che, con la scusa delle religioni, si fanno la guerra”.

La piramide realizzata da Biagioli infatti riporta delle scritte in latino, arabo ed ebraico per ricordare tre religioni monoteiste. Sia il maestro di cabala che il maestro musulmano non hanno contestato questa scelta, anzi, tutti e due sono stati contenti di questa realizzazione e delle parole di tutte e tre le correnti.

Lo Ziqqurat realizzato dall’artista Filippo Biagioli

Biagioli continua :”mi sono messo lì e ho realizzato questa specie di piramide tronca, l’ho realizzata ripulendo questi vecchi pezzi di legno perché una delle mie fissazioni è quella di prender tutta la roba di scarto perché non mi va di usare “creazioni del creato”. Non taglio gli alberi, uso solo il legno di riciclo, ho ripulito tutto e ho cominciato a fare questa piramide che è abbastanza grande, misura 2,5 metri X 2,5 metri X 2,5 metri. Poi ho iniziato a scriverci le parole, sull’ebraico me la cavo bene ma per l’arabo mi sono fatto correggere gli errori dal mio maestro musulmano. Ho deciso di inserire tutto ciò che richiamava la fratellanza.

Una cosa che a tutti sfugge è che in Occidente solitamente si mischia lo Stato d’Israele con il popolo d’Israele: ma sono due cose completamente diverse. Nella popolazione ci sono cristiani, musulmani, ebrei che convivono insieme tranquillamente. Volendo auspicare di nuovo quella pace, quella sorta di serenità ho deciso di scriverci in tutte e tre le lingue delle regioni monoteiste, parole di pace, fratellanza e preghiera”. 

Infine gli abbiamo chiesto dove è destinata l’opera. Biagioli ha risposto: “Non avevo spazio per tenerla, la Casa d’Aste Meetingart di Vercelli ha avuto la gentilezza di mandare giù un camion a prenderla e l’ha portata su nei loro magazzini in attesa di dargli una sistemazione definitiva. La collocazione potrà essere fatta sia in interno che in esterno perché è stata dipinta con colori a smalto per esterni”.

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