mercoledì, Settembre 9, 2026

Luciano Rosso in scena al Funaro con “Apocalipsync”

PISTOIA – Dopo Un Poyo Rojo, rappresentato oltre 1000 volte in tutto il mondo, torna in scena, in prima regionale al Funaro, giovedì 6 marzo (ore 20.45), per la Stagione di Danza di Teatri di Pistoia, curata da Lisa Cantini, il prodigio argentino Luciano Rosso, attore, clown, acrobata e danzatore, con il suo nuovo lavoro, APOCALIPSYNC.

Lo spettacolo, una produzione Carnezzeria e T4 / Maxime Seugè e Jonathan Zak, è firmato e diretto a quattro mani da Luciano Rosso e Maria Saccone: Oria Puppo firma luci e scene (quest’ultime, con lo stesso Rosso).

Luciano Rosso in una scena dello spettacolo “Apocalipsync” (foto di Maca De Noia)

Atleta poliedrico e star di Internet con milioni di visualizzazioni su YouTube e IG (già passato con grande successo al Funaro nel 2018 con Un Poyo Rojo e al Teatro Manzoni, nel 2023, con Dystopia), Luciano Rosso torna sul palcoscenico per prendere in giro la società contemporanea, e con essa i suoi fallimenti, le sue paure e la sua imminente e inarrestabile caduta, ridisegnando la propria immagine, trasformando il proprio volto in una materia magica, al ritmo degli standard di Mariah Carey e di Mozart, e delle voci da Telenovela sudamericana. Il suo viso e il suo corpo sono elastici e il suo lipsync reinterpreta le musiche, le voci e i rumori del mondo.

«Apocalipsync è un dialogo interiore, un rito di creatività governato dalla solitudine della reclusione. Ed è uno spettacolo nato durante la pandemia, dove ho messo tutte le mie idee al servizio della mia salute mentale, in quel periodo di confino e solitudine! (…) La storia si svolge nella solitudine della mia casa. E anche se sono solo sul palco – commenta Luciano Rosso nelle note dello spettacolo – sono molte persone che mi aiutano a raccontare la storia di come sono riuscito a trasformare la solitudine in creatività per andare avanti…

È anche un invito a disattivare i meccanismi di auto-boicottaggio che affrontiamo ogni giorno. Da una parte c’è la mente programmata, che ci dice cosa fare e come farlo per soddisfare le aspettative sociali, e dall’altra c’è la mente che ci indica il percorso più intuitivo e autentico.

Tra questa lotta interna che affrontiamo ogni giorno, ci sono sfumature che dobbiamo trovare per darci equilibrio e non perdere di vista il nostro obiettivo personale».

Un allestimento minimalista permette a Luciano Rosso di prendere completo possesso del palcoscenico e di scatenare (letteralmente) i propri personaggi, plastici e comici, offrendoci una riflessione sull’isolamento e sul mondo sempre più inter-connesso in cui viviamo. Esplora la dualità tra un personaggio e la sua psiche, tra l’attore e il suo corpo, tra l’uomo e la sua spiritualità. Rosso ci presenta una moltitudine di visioni creative in questo ‘Solo’ di teatro fisico, nel quale emerge pienamente la sua peculiare fisicità fuori dai canoni, con plasticità, musicalità e umorismo.

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