sabato, Giugno 13, 2026

L’uomo e il desiderio di esplorare il cosmo: Amalia Ercoli Finzi chiude Seminare Idee

PRATO – La seconda edizione del festival Seminare Idee di Prato si chiude nella suggestiva e affollata cornice del chiostro di San Domenico con la lectio magistralis di Amalia Ercoli Finzi, pioniera dell’ingegneria aeronautica e figura simbolo della scienza italiana.

Classe 1937, è stata la prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica nel 1962, negli anni della “corsa allo spazio” ma anche in un’epoca in cui alle donne erano preclusi molti percorsi nel campo delle scienze. Nel corso della sua carriera ha partecipato a importanti missioni spaziali internazionali, tra cui quella della sonda Rosetta, diventando uno dei volti più autorevoli dell’ingegneria aerospaziale europea. Nel 2021 ha ricevuto il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per celebrare una carriera scientifica di primo piano e il suo costante impegno nella divulgazione.

Chiamata “signora delle comete” per i suoi studi sui corpi celesti, la sua attività di ricerca e la sua fondamentale opera di divulgazione, Ercoli Finzi incarna il desiderio di scoprire i segreti dell’universo e di guardare il cielo con occhi pieni di passione e di curiosità.

Amalia Ercoli Finzi nel corso della lezione conclusiva del festival in un chiostro di San Domenico tutto esaurito (foto Seminare Idee)

“Con il desiderio rendiamo nobili le cose che abbiamo dentro, ma è anche una condanna perché ci obbliga a raggiungere ciò che vogliamo – esordisce Ercoli Finzi, che fin dalle prime parole contagia il pubblico con la sua energia e ironia – nel mio caso il desiderio sono state le stelle, chissà se un giorno in futuro potremmo raggiungerle! Nella mia vita ho avuto la fortuna di vedere la nascita dello spazio, che ha una data ben precisa: il 4 ottobre 1957 a un convegno internazionale gli ingegneri aeronautici di Stati Uniti e Unione Sovietica annunciano la volontà dei rispettivi Paesi di lanciare a breve un satellite artificiale in orbita. Ma i sovietici avevano già pronto il loro Sputnik, che quello stesso giorno venne messo in orbita: il suo lancio nello spazio rappresentò un cambiamento epocale e una vera e propria rivoluzione che aprì la strada all’esplorazione del cosmo”.

Ercoli Finzi ripercorre la grande storia della “conquista dello spazio” nel quadro della competizione tecnologica, scientifica, politica e ideologica tra le due superpotenze durante la guerra fredda, dai primi rudimentali satelliti artificiali fino all’avveniristico progetto Apollo, sostenuto e voluto fortemente dal presidente Kennedy in una sfida mai affrontata prima. Si trattò di una impresa titanica soprattutto per il suo successo che all’inizio non era affatto scontato, anzi le probabilità di un esito positivo erano meno della metà, ma ci fu un “desiderio” di far poggiare un piede umano sulla superficie della Luna per un evento dalla portata epocale.

Ercoli Finzi intreccia la narrazione con gustosi aneddoti ed esperienze personali derivate dall’aver vissuto in prima persona la stagione dei pionieri dello spazio e della Luna, sottolineando anche il ruolo dell’Italia nelle esplorazioni spaziali: dopo Stati Uniti e Unione Sovietica, siamo stati il terzo Paese al mondo a mettere in orbita un satellite e a compiere ricerche nel campo dell’ingegneria aerospaziale.

Attraverso la proiezione di immagini, la scienziata ha svelato al pubblico interessanti “retroscena” sugli aspetti in apparenza più complessi e di difficile comprensione della preparazione delle missioni spaziali, dalla costruzione delle navicelle e dei moduli spaziali all’equipaggiamento delle capsule spaziali e al loro lancio.

Ercoli Finzi ha poi illustrato le linee guida, le missioni e gli obiettivi del programma Artemis, che porterà alla costruzione di una stazione spaziale lunare per comprendere come l’uomo potrà vivere al di fuori di un ambiente terrestre. Ci saranno ovviamente tempi lunghi e notevoli problemi tecnici da affrontare, soprattutto per il rifornimento dei motori, l’autonomia dei moduli satellitari e l’ingresso e l’uscita dall’atmosfera lunare, ma la prima missione dell’autunno 2022 si è conclusa con un successo e con risultati eccellenti.

L’uomo riuscirà a realizzare il desiderio, concepito fin dall’antichità, di colonizzare e abitare la Luna?

La strada è lunga ma è tracciata: la scienziata offre una puntuale ricognizione delle innovazioni più recenti nel campo della robotica applicata alle esplorazioni spaziali, soprattutto sotto la spinta degli ingegneri giapponesi, e cita la recentissima missione Artemis 2 che è risultata un ottimo test in vista di un futuro “sbarco permanente” sulla Luna.

Un altro affascinante capitolo riguarda infine l’esplorazione del suolo di Marte, il “pianeta rosso” che in anni recenti è stato oggetto di alcune missioni spaziali effettuate con rover e moduli appositamente realizzati per analizzare la composizione chimica della sua superficie e del ghiaccio nel sottosuolo.

Insomma, il “desiderio” di conoscere i segreti dell’universo e di ampliare i propri orizzonti ha portato l’uomo a una vera e propria “rivoluzione” scientifica e tecnica, una sfida tenace tenendo sempre gli occhi ben puntati verso il cielo.

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