di Susanna Daniele
PISTOIA – Il cartellone 2025/26 della stagione teatrale pistoiese ospita più spettacoli dello scrittore e drammaturgo siciliano.
Nello scorso fine settimana è andata in scena la commedia “L’Uomo, la Bestia e la Virtù” per la regia di Roberto Valerio. Il successivo lunedì ha avuto luogo l’incontro con la compagnia, inserito nel ciclo frutto della collaborazione fra la sezione soci Coop di Pistoia e la fondazione Teatri di Pistoia.
Lo spettacolo è una produzione dei Teatri di Pistoia in collaborazione con il teatro Nuovo Giovanni da Udine.
La trama è semplice: un professore scapolo, Paolino, (l’Uomo) intrattiene una relazione con una donna sposata, signora Perella (la Virtù) il cui marito, marinaio, (Capitano Perella) è assente per lunghi periodi, e ha comunque interrotto da tempo i rapporti coniugali avendo un’altra famiglia in un’altra città (la Bestia).

Tutto continuerebbe nella totale ipocrisia se la donna non fosse rimasta incinta dell’amante. Il dramma inizia proprio quando il signor Paolino va affannosamente alla ricerca di uno stratagemma che faccia sì che almeno un rapporto fra marito e moglie sia consumato in modo da attribuire al legittimo consorte la futura paternità.
Il testo teatrale, datato 1919, contiene temi di straordinaria attualità: l’idea del corpo della donna come proprietà dell’uomo fino a arrivare a lambire il tema del divorzio e dell’aborto. Testo solo apparentemente comico che invece nasconde un’ amarezza profonda e un’analisi impietosa della realtà dei rapporti fra uomo e donna e l’ipocrisia nei rapporti sociali.
La regia di Roberto Valerio ha interpretato il testo calcando molto sul tono del grottesco, della farsa, trasformando i personaggi in caricature, in maschere deformate. Chi dei due protagonisti maschili è davvero la Bestia? E la Virtù è davvero tale?
Gli attori recitano con buona tecnica la pièce; ogni voce si percepisce chiaramente. Requisito essenziale per gli attori ma che negli ultimi anni è stato molto trascurato.
La musica che accompagna alcune scene aggiunge un elemento disturbante alla scena. La sobria scenografia richiama due interni borghesi del secolo scorso. Ottima prova di tutta la compagnia: Max Malatesta nel ruolo ddel signor Paolino, Vanessa Gravina in quello della signora Perella, Nicola Rignanese nel Capitano Perella, Massimo Grigò nel doppio ruolo del medico e del farmacista, Franca Penone in quello delle cameriere Grazia e Rosaria, Beatrice Fedi nel bambino Nonò, i giovanissimi Mario Valiani e Lorenzo Prestipino nel ruolo degli scolari.









