mercoledì, Settembre 9, 2026

L’urbanistica necessaria al salto di qualità

di Lorenzo Cristofani

PISTOIA – Mi congratulo con il Sindaco per la sua vittoria personale che ha inequivocabilmente costruito in questi cinque anni passati. Gli faccio gli auguri di buon lavoro e da cittadino pistoiese gli rivolgo una serie di sollecitazioni alle quali vorrei prestasse attenzione. Il suo personale consenso gli dà il potere di affrontare le potenzialità inespresse della nostra città e di far compiere finalmente un salto di qualità a Pistoia, una occasione che non deve essere lasciata sfuggire. Ecco cinque punti.

Le cannoniere al bastione Thyrion (foto LC)

Riuso e nuova identità al patrimonio monumentale in abbandono, situato nella città storica o in campagna, di proprietà del Comune, della Diocesi, dell’Asl o del Demanio. Solo per citare alcuni casi: Carbonile Antonini di Gello, Ville Sbertoli, ex distretto della Santissima Annunziata, monastero di SS. Giorgio e Bernardino, area Ceppo, bastione Thyrion con camminamenti ipogei, San Lorenzo, chiesa Sant’Ansano. Questo è il tema dei temi, in quanto complesso: se noi pistoiesi non siamo in grado di elaborare e gestire simili sfide che richiedono elevate professionalità e coordinamento con tutti i portatori d’interesse, è opportuno, semplificando, attivare un bando internazionale di idee per vagliare tutte le possibilità. Non esiste che simili contenitori vuoti in una città toscana di antico regime non vengano visti come generatori di qualità ed eccellenza, di rigenerazione urbana e quindi di investimenti. Dunque si inizi subito a interloquire con i vari proprietari e con i portatori di idee, senza paura di uscire dal nostro atavico provincialismo.

L’area ex Pupilli (foto LC)

Attivazione della tariffa puntuale sui rifiuti urbani, prevista dal Decreto 20 aprile 2017, quella per cui, come nella bolletta elettrica, del gas e dell’acqua, l’utente paga in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Cioè la frazione che non può essere avviata agli impianti di riciclo ma necessita di essere smaltita, eventualmente in discariche fuori regione e a costi altissimi, come sappiamo noi pistoiesi che vediamo lievitare la Tari, dovuta prevalentemente alla costosa frazione indifferenziata. Se tu farai la tua parte avremo una riduzione della necessità di smaltimento e quindi delle tariffe, a vantaggio della circular economy. Ciò non toglie che anche la Regione dovrà elaborare il piano rifiuti, magari copiandolo da quello dell’Emilia Romagna che assegna rilevanza proprio alla riduzione dell’indifferenziato. Ma intanto ci saremo rimessi al pari di quanto chiede l’Europa (oltre al buon senso) e alle performance di altri capoluoghi toscani in materia di qualità e quantità delle raccolte differenziate.

Il carbonile Antonini a Gello (foto LC)

Piano urbano della mobilità. In questi cinque anni, pur essendocene uno già pronto, non è emersa la necessità di razionalizzare la mobilità. Penso subito a due priorità, tranquillamente importabili da città vicine come Lucca o Prato o Firenze: bike sharing e logistica sostenibile. Mi riferisco in un caso a quelle bici, tradizionali o elettriche, attivabili e prenotabili con app e tracciate con gps, lasciate in postazioni fisse (stazioni, fermate autobus) o in qualunque angolo urbano, a beneficio di pendolari, giovani e chiunque voglia una comoda alternativa al mezzo motorizzato. Il meccanismo funziona da solo: basta contattare uno dei tanti gestori che mettono i mezzi, come Mobike o RideMovi (non per fare marchette, ma si tratta di quelli utilizzabili nelle città vicine). Basta poi copiare il sistema Luccaport, modello di riferimento europeo per le città d’arte, per la distribuzione delle merci con veicoli elettrici per ridurre emissioni, rumori e ingorghi: insomma le tecnologie digitali semplificano la vita e riducono i costi, per chi ha sete di cambiamento.

Ex Distretto di San Lorenzo (foto LC)

Urbanistica. Il capitolo è sterminato ma la riconversione dell’area Pupilli, da area di stoccaggio e commercio di metalli e Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) a parcheggio a servizio del centro storico non è più rinviabile. L’area è tra l’Arcadia, via Malpighi e via Baroni; con un percorso pedonale si uscirebbe praticamente dietro San Bartolomeo. I proprietari sono ed erano favorevoli da tempo: si tratterebbe di trovare il punto d’incontro tra interesse del privato, che sposterebbe l’attività in una zona urbanisticamente più accessibile, e del pubblico: perché non impegnarsi davvero in un parcheggio strategico per tutti, residenti e fruitori del centro?

Sant’Ansano in piazza San Lorenzo (foto LC)

Orti urbani. Al Politecnico di Milano l’urbanista prof. Pileri ha introdotto da anni il concetto di “bilancio di responsabilità alimentare locale”, un meccanismo in cui il cibo, da industriale e a forte impatto ambientale con filiere lunghissime, torna locale e stagionale, unendo esperienze sociali declinate con svariate valenze di integrazione sociale. Ecco, come mai a Pistoia, città per così dire del verde, non si è ancora provveduto a individuare aree, pubbliche o private, idonee alla destinazione ortiva e destinarle con meccanismi già sperimentati da tanti comuni, specie emiliani? Sicuri che per Montesecco sono state tentate tutte le strade?

Sugli orti come sul resto, servirebbe, e mi permetto un apprezzamento personale, il metodo Sabella: porsi degli obiettivi chiari e perseguirli, adottando gli strumenti adeguati; il tuo assessore ha operato in questo modo e non a caso è quello che ha ottenuto i risultati più innovativi e interessanti, al di là dell’ordinaria amministrazione.

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