PISTOIA – Nove aziende vitivinicole dell’Alta Toscana, dal Montalbano alla Versilia, protagoniste di un incontro per promuovere e far conoscere al pubblico i propri vini, con produzioni d’eccellenza e metodi artigianali e naturali.
Si intitola “L’urlo del vino” la rassegna “diffusa” che, nell’idea dei promotori, intende compiere un percorso attraverso le aree vinicole dell’Alta Toscana con l’obiettivo di valorizzare il lavoro, l’impegno e le produzioni di piccole società e aziende agricole, in gran parte a conduzione familiare, in un settore, quello enologico, importante e strategico per la nostra economia.
Senza dimenticare il valore culturale del vino: un prodotto che forse più di ogni altro si lega al territorio ed esprime, in tutte le fasi del suo processo produttivo, un patrimonio di tradizioni e antichi saperi che deve essere tutelato e tramandato alle nuove generazioni. Non a caso il primo appuntamento della rassegna si è svolto ieri pomeriggio nel suggestivo scenario del parco della Villa di Celle, tra la natura e l’arte ambientale della Collezione Gori, in una sorta di “dialogo” con “l’arte del vino” e gli stand dei nove espositori coinvolti.

A fare gli “onori di casa” è stata Stefania Gori, che ha sottolineato l’intento, tramite questo e altri incontri successivi, di dare vita “a una rete del vino dei piccoli produttori dell’Alta Toscana. Siamo nove artigiani del vino, che puntano sull’alta qualità del prodotto finale, e insieme vogliamo farci conoscere attraverso un’iniziativa diffusa e capace di riunirci in uno stesso spazio, come è avvenuto oggi per il parco di Celle. Vini rossi, rosati, spumanti, vinsanti, vermentini: ciascuno di noi si caratterizza e si contraddistingue per un particolare tipo di produzione vinicola, che risponde alle tradizioni familiari e al tipo di vigneti, e offrire al pubblico degli interessati e dei semplici curiosi la possibilità di degustare i nostri vini significa promuovere e valorizzare le nostre attività in maniera efficace, stabilendo un contatto diretto tra produttore e cliente.
È importante organizzare simili iniziative, anche per far capire quanto lavoro, quanta passione, quanto impegno e quanta attenzione vengono messi ogni giorno da chi produce vino in maniera artigianale, e possiede delle reti di distribuzione solo a livello locale, spesso limitate alla stessa azienda agricola”.
“Siamo tutti produttori e viticoltori – sottolinea Gino Fuso Carmignani, sovrintendente della rete “L’urlo del vino” – e curiamo tutte le fasi di produzione dei nostri vini, a partire dalla coltivazione delle uve nei vigneti accanto alle nostre aziende agricole. Il vino è arte, cultura e territorio, ogni bottiglia nasconde e porta con sé una storia e una tradizione che dobbiamo far comprendere al pubblico, perché purtroppo oggi questa consapevolezza sta venendo meno”.

Proponiamo una breve rassegna degli stand dei produttori che hanno partecipato a “L’urlo del vino”, segnalando i “punti forti” delle loro produzioni e le tipologie di vino presentate durante l’incontro e disponibili per la degustazione.
La Tenuta Mariani di Massarosa, specializzata nella produzione di bollicine con metodo classico e metodo charmat, ha presentato due “vini di mare” dal retrogusto sapido e salino, caratteristico dei vigneti delle colline viareggine che guardano verso il mare.
L’azienda Pascale Francesca di Fosdinovo ha presentato un vermentino bianco biologico in due versioni, uno “pressato“, dal gusto più leggero e profumato, l’altro macerato con le bucce, dal sapore più intenso; la stessa azienda produce anche un vermentino nero con denominazione IGT Toscana.
La società agricola Betti di Quarrata ha portato un bianco, un rosato e un rosso IGT Toscana, tutti vini molto freschi e delicati ottenuti dai vigneti sulle prime colline del Montalbano.
La Fattoria La Torre di Montecarlo ha proposto un bianco vermentino, un insolito spumante brut rosè da uve sangiovese e un cabernet sauvignon.

L’Agricola Francesca di Empoli ha presentato tre vini rossi (merlot, alicante e canaiolo “in purezza”, quest’ultimo un vino robusto e dal sapore deciso), un vermentino, un rosato e un bianco frizzante.
La società agricola Marini Giuseppe di Pistoia si segnala per il suo famoso vinsanto, che quest’anno ha vinto il concorso internazionale al Vinitaly di Verona; al vinsanto “classico” con uve bianche si unisce la produzione di un vinsanto “occhio di pernice” ottenuto con uve rosse
Anche l’azienda agricola Marzalla di Pescia è specializzata nella produzione di vinsanto bianco della Valdinievole, a marchio DOC, e dal sapore molto profumato.
Chiude la rassegna la Fattoria di Celle, padrona di casa, che propone due vini rossi e un rosato tutti ottenuti dai vigneti della Villa sulla collina di Santomato.

Buona l’affluenza di pubblico e l’interesse verso questo tipo di incontro, che gli organizzatori hanno fortemente voluto aperto a tutti, previa prenotazione, e non riservato a un ristretto “club” di enologi o di esperti del settore. Un’occasione per conoscere il lavoro, la passione e le storie dei produttori locali e dei loro vini, perchè questi prodotti d’eccellenza possano far sentire a molti il loro “urlo”.










