di Beatrice Beneforti
PISTOIA – Le porte di “Mamma studio” (https://mammastudio.it) si sono aperte alla città. Sabato pomeriggio nei locali di Sant’Agostino, sono state proposte mostre, performance, aperitivi e djset.

”Mamma studio” è il simbolo della maturazione carrieristica del suo ideatore Raffaele Gori (già titolare dell’agenzia Tands Superstudio) che ha scelto di dedicare alla figura genitrice per eccellenza, la mamma, il suo nuovo progetto di comunicazione sostenibile.

Un progetto parallelo detto “spin-off” che si differenzia da quello che Raffaele fa quotidianamente con la sua agenzia Tands con la quale mantiene un approccio più clientelare e classico di comunicazione.
Con questo nuovo lavoro, insieme agli altri sei collaboratori (Matteo Coluccia, Matteo Lombardi, Beatrice Ulivi, Nicholas Panarelli, Nicole Nesti e Raffaele Posulu) scelti con accurata selezione, Raffaele stimola il cliente sui temi caldi della sostenibilità, dei diritti civili e dell’inclusività creando quindi un meccanismo di riconoscimento tale da non cercare più il cliente ma che renda “Mamma studio” il partner giusto agli occhi delle aziende che vogliono rivedere la loro comunicazione per renderla più sensibile ai bisogni della comunità.

Comunicazione più sensibile che ha l’obbiettivo di non assoggettarsi alle solite richieste del mercato ma che diventi la promotrice di messaggi mirati al miglioramento della collettività. “La mamma è genitrice di un concetto totale e volevamo riprendere i valori con cui ci hanno sempre educati che sono quelli per cui si cerca di diventare persone migliori, per applicarli in maniera mirata.
Per esempio, il “mangia sano” e il “rispetta l’altro” diventano concetti più aperti dove ognuno può immedesimarsi e ritrovare la propria unicità. Con noi le aziende non si limitano a inserire un concetto sostenibile alla fine del loro processo comunicativo ma si impegnano a rivalutare la propria comunicazione ripartendo dall’inizio”.
Il primo lancio è stato fatto con Arcigay con la campagna partita da “Mamma studio” e appoggiata immediatamente da Arcigay proprio perché hanno visto in loro un tentativo un po’ diverso di fare comunicazione.







