PISTOIA – Nell’articolo a firma di Francesco Rauty si leggono diverse imprecisioni e considerazioni errate, oltre che valutazioni sommarie sull’attività del Consorzio di Bonifica, che nel solo bacino dell’Ombrone ammonta, solo di manutenzione ordinaria, ad un valore di 6,5 milioni di euro l’anno, basta guardare con i propri occhi sulle mappe dei lavori pubblicate anno per anno sul sito del Consorzio (https://www.cbmv.it/it/page/lavori-in-corso-2).

Una premessa d’obbligo: il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, per legge (LR 79/2012) e secondo il Piano delle Attività concordato con la Regione, esegue le manutenzioni ordinarie mediante sfalcio della vegetazione lungo i fiumi e torrenti di propria competenza inseriti nel Reticolo Idrografico di Gestione per ragioni e funzioni di natura idraulica ovvero di ispezione degli argini artificiali e altre opere e sistemazioni idrauliche di difesa del suolo.
Da qualche anno stiamo cercando di attuare una “manutenzione gentile” ovvero di trovare soluzioni tecniche con tempistiche e modalità che permettano di ridurre al minimo gli impatti delle manutenzioni sugli habitat fluviali. Si tratta di una strategia che abbiamo scelto di sperimentare, con convinzione, senza pressioni di carattere ambientalista ma attraverso un serrato confronto con tutti gli attori interessati, consapevoli che in ogni caso quando si lavora alla ricerca di un equilibrio tra diverse istanze e posizioni si rischia di scontentare un po’ tutti e non accontentare nessuno.
Nello specifico, sul Torrente Ombrone Pistoiese, quasi ovunque eseguiamo 2 passaggi di sfalcio stagionale ad inizio e fine della stagione estiva.
Il tratto a monte della città intorno al Ponte di Gello – Ponte alle Tavole, quello a cui si fa riferimento nell’articolo, ha una sezione d’alveo particolarmente ampia e delimitata ai margini da murature storiche che tuttavia non hanno funzione e classificazione di opere di difesa idraulica in considerazione del fatto che i calcoli ingegneristici dimostrano che anche la piena con tempo di ritorno duecentennale, attuale valore di riferimento per la modellazione e gestione idraulica, arriva a malapena a lambirle. Queste condizioni permettono di applicare a pieno, in quel tratto, una strategia di “manutenzione gentile” con la quale consapevolmente si limita la manutenzione con sfalcio solo a fasce di percorrenza e ispezionabilità fluviale e si lasciano crescere in prossimità dell’alveo di magra alberature giovani e robuste capaci di reggere in caso di piena (come dimostra tra l’altro una delle foto a corredo dell’articolo, così come l’ultima piena dei primi di novembre 2023). Su quelle alberature si interviene piuttosto con diradamenti selettivi su cicli pluriennali andando ad eliminare le piante per varie ragioni più rischiose perché ormai grandi, malate, piegate, di minor pregio, etc. e andando a generare dunque una progressiva riqualificazione di tipo selvicolturale della fascia arborea ripariale davvero preziosa da un punto di vista ecologico, ambientale e paesaggistico. Per quanto riguarda le murature perimetrali, pur ribadendo che non trattasi di opere di difesa idraulica, il Consorzio procederà nei prossimi mesi, per tratti, ad un loro restauro e risanamento conservativo in accordo e condivisione con gli enti ministeriali e regionali competenti.
Come si può vedere, dunque, ciò che all’osservatore comune può apparire come incuria, azzardo o inutilizzo di risorse pubbliche è in realtà frutto dello studio ragionato di professionisti dell’idraulica che lavorano al Consorzio di Bonifica, così come al Genio Civile e in altre istituzioni locali, regionali e nazionali.
Per il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, il Presidente Marco Bottino











Concordo con l’articolo dell’ingegnere Rauty.
Le piante se fossero distribuite lungo il camminamento con molta probabilità sarebbero più apprezzate e meno pericolose.
In quanto alle mura …. Bè…. Prima di disfano … Poi si ricostruiscono…
Il tutto con a spese dei contribuenti!!!
Spendere quasi 100000 euro x stuccare dei sassi con il cemento sarebbe fare menutebzione a bagnolo ,mentre a me entra l acqua dal letto del fiume nel mio magazzino ,oltre avermi rubato la terra perché vi siete accostati al magazzino,e nessuno risponde dei denti oramai quotidiani ,questa sarebbe prevenzione !
I muri di sponda dell’ombrone in quel tratto hanno centinaia di anni. Nessuno le ha disfatte se non il degrado del tempo…siricostruiscono laddove necessario per l’incolumità dei fruitori della bella passeggiata lungo l’Ombrone. Le piante sono dove sono nate spontaneamente nessuno le ha piantate….