PISTOIA – La Maratonina Città di Pistoia si conferma anche quest’anno una delle mezze maratone più partecipate e tecnicamente selettive del panorama toscano. Gli organizzatori attendono centinaia di atleti non solo da Pistoia e dalla regione, ma da tutta Italia, attratti da una gara che abbina fascino storico e difficoltà altimetrica.
Un percorso tecnico e selettivo 21,097 chilometri – distanza ufficiale certificata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera – non sono paragonabili a quelli di molte mezze maratone pianeggianti. Il tracciato pistoiese è infatti caratterizzato da:continui cambi di ritmo alternanza di rettilinei e curve strette brevi salite e falso piano e tratti in leggera ma costante discesa.
“È una gara molto tecnica – sottolinea l’organizzatore Roberto Bonistalli – perché impone agli atleti di adattare continuamente l’azione. Qui non si può correre in progressione lineare come accade nei percorsi completamente piatti”.
Dal punto di vista biomeccanico, la presenza di curve frequenti obbliga a variazioni nell’appoggio e nella spinta, aumentando il dispendio energetico. Le leggere ondulazioni altimetriche, pur non essendo proibitive, incidono sull’economia di corsa e rendono complessa la gestione del passo medio.
Tempi e rendimento
Le caratteristiche del tracciato si riflettono direttamente sulle prestazioni cronometriche. In molte mezze maratone italiane ed europee i vincitori scendono sotto l’ora, sfruttando percorsi rettilinei e completamente pianeggianti. A Pistoia questo non è mai accaduto.
L’alternanza di tratti tecnici e la necessità di rilanciare l’azione dopo curve e cambi di direzione rendono estremamente difficile mantenere un ritmo costante inferiore ai 2’50”-2’52” al chilometro per tutta la gara. Senza modifiche sostanziali al percorso, il muro dell’ora appare destinato a rimanere intatto.
Struttura del tracciato
Il percorso è interamente cittadino, con ampia parte sviluppata nel centro storico. È articolato su un circuito di 10,500 km da ripetere due volte.
Partenza – Via Fermi
Il lungo rettilineo iniziale favorisce lo sgranamento del gruppo e consente agli atleti di posizionarsi evitando contatti e rallentamenti nei primi metri.
Km 1 – Viale Arcadia / Viale Matteotti
Dopo il passaggio sotto la porta d’accesso al viale, si entra in una fase più guidata, con le prime curve che rompono il ritmo.
Viale Italia
Circa 400 metri in leggera ascesa (pendenza moderata ma percepibile) introducono a oltre un chilometro di carreggiata ampia e in lieve discesa: tratto ideale per stabilizzare l’andatura e recuperare fluidità.
Ingresso nel centro storico (Km 3)
Superata la zona degli impianti sportivi, il percorso entra nel cuore cittadino. Si transita davanti all’Ospedale del Ceppo, area caratterizzata da fondo regolare ma sede stradale più contenuta.
L’attuale tracciato prosegue lungo:
- via Filippo Pacini
- via Palestro
- via Roma
- Piazza del Duomo
- via degli Orafi
- via Curtatone e Montanara
- piazza San Francesco
- Corso Gramsci
- Barriera
- Piazza della Resistenza
- Via Fermi
Questa sezione è tecnicamente la più complessa: carreggiate più strette, curve ravvicinate e continui micro-cambi di ritmo. La gestione dello sforzo diventa determinante, soprattutto nel secondo giro.
Corso Gramsci
Lungo tratto leggermente in discesa che permette di incrementare l’andatura sfruttando la gravità, ma senza eccedere per evitare accumulo di lattato in vista del finale.
Chiusura del giro – Via Fermi
Il rientro sul rettilineo conclude il primo circuito. Il secondo giro ripropone identiche criticità, amplificate dalla fatica accumulata tra il 12° e il 18° chilometro, fase cruciale per la selezione definitiva.
Analisi tecnica della seconda metà
Dal punto di vista fisiologico, la gara tende a spezzarsi tra il 15° e il 18° chilometro. Le leggere ondulazioni e i continui rilanci diventano determinanti quando le riserve di glicogeno iniziano a ridursi. È qui che emergono:
- capacità di gestione del ritmo
- efficienza nella corsa in curva
- forza resistente sugli arti inferiori
L’ultimo rettilineo su via Fermi favorisce una progressione finale, ma raramente decisiva per colmare distacchi già consolidati.
Il fascino urbano
Oltre all’aspetto agonistico, la Maratonina mantiene un forte valore identitario. Correre – o camminare – tra le vie storiche significa vivere la città in modo alternativo, trasformando piazze e strade in un circuito sportivo certificato e tecnicamente esigente.
Una mezza maratona che non regala tempi facili, ma che premia preparazione, intelligenza tattica e capacità di adattamento. Ed è proprio questa combinazione a renderla, anno dopo anno, una delle prove più interessanti del calendario regionale.









