mercoledì, Settembre 9, 2026

Marco Furfaro chiude la Festa de l’Unità di Prato toccando i temi più caldi del momento

di Andrea Mori

PRATO – Domenica sera si è chiusa la festa provinciale dell’Unità con l’intervista al parlamentare del Pd Marco Furfaro condotta da Daniela Preziosi, giornalista del quotidiano Domani.

Un momento dell’incontro con Furfaro alla festa de L’Unità di Prato

Inevitabile che fossero toccati i temi che stanno in questi giorni scuotendo l’opinione pubblica. A partire da quello più attuale: la richiesta da parte dei Pm di Palermo di condannare a 6 anni di carcere Matteo Salvini per aver impedito, cinque anni fa, quando era ministro dell’Interno, lo sbarco a Lampedusa di 147 migranti. L’accusa è quella di averli sequestrati a bordo della nave spagnola Open Arms

E se venisse assolto? Cosa succederebbe? Domanda la giornalista al deputato.

“Sarebbe un grande dispiacere. Non capirei come Salvini possa non essere condannato, ed il motivo è semplicemente che nessuno può limitare la libertà personale di un’altra persona, lo stabilisce la Costituzione. Quello che sta avvenendo in queste ore è molto grave, drammatico:– prosegue Furfaro – una Presidente del Consiglio che interviene in solidarietà del proprio vicepremier su un processo in corso è una sgrammaticatura istituzionale.” Poi, ipotizza il parlamentare, “Meloni avrà agito così per evitare che si parlasse del patteggiamento di Toti, per oscurare il fatto che Fitto stia trattando con la von der Leyen e che probabilmente entrerà in quella coalizione”.

Marco Furfaro e Daniela Preziosi

Il deputato ha ricordato come la premier e poi lo stesso Salvini sostengano, in relazione alla vicenda, di aver difeso i confini nazionali, eppure Marco Furfaro non ha dubbi: “L’attuale Ministro ha sequestrato delle persone”. L’esponente del Pd poi, fresco di commemorazioni a Prato per la liberazione dal nazifascismo, non s’è risparmiato la stoccata: “Chi ha veramente difeso i confini nazionali, loro non li difendono, non li esaltano e non li festeggiano mai, e questi si chiamano partigiani e partigiane”. 

Secondo Furfaro la politica ha ceduto da troppo tempo il passo alla rabbia; e cita il caso della signora di Viareggio, accusata di aver ucciso brutalmente l’uomo che le aveva scippato la borsa, investendolo con il proprio Suv ben 4 volte.

Il parlamentare pone l’accento sulle reazioni attorno al gesto della donna che sono state, dice, “la cosa più scioccante”. “Reazioni positive, di solidarietà e di empatia sono fomentate da una politica che cerca di sostituire l’incapacità di dare risposte alle persone ovviamente frustrate, impaurite, insicure e fragili con la ‘concessione’ di armi per sfogare la rabbia. Siamo dentro una roba in cui – prosegue – scaricare tutta la rabbia che hai su una persona che delinque, che magari è pure straniera, nera e irregolare, è qualcosa che quasi ti toglie un peso dallo stomaco”.

E continua: “Il vicesegretario della Lega dice non è omicidio volontario, pubblicando un post nel quale sostanzialmente sostiene che il rapinatore se l’è andata a cercare, al che ero tentato a commentare: ‘Ma per tutti quelli che ci hanno messo un like, se questo con la borsetta lo hanno passato quattro volte con il Suv, ma a questi banditi che hanno rubato 49 milioni di euro, noi italiani che dovevamo fare?”

E conclude: “Al di la del processo, loro hanno un’idea di società chiara, e gli attestati di stima da parte di Meloni a Salvini servono sicuramente per deviare l’attenzione, ma anche per non perdere il ‘treno della malvagità’, per non lasciare che lo spazio della ferocia politica sia occupato solo da Matteo Salvini”.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

sport prato

ultime dalla regione