FIRENZE – La sua musica intreccia samba, jazz, bossa nova e pop, per pubblico e critica è l’astro nascente della musica brasiliana.
Dopo il successo del tour europeo 2025 (oltre 30 città in 14 Paesi) Mari Froes torna a calcare le scene del Vecchio Continente: mercoledì 24 giugno sarà in concerto a Firenze, sul palco dell’Anfiteatro delle Cascine.

I biglietti (posto unico 32,20 euro) sono disponibili su www.ticketone.it e nei punti vendita di Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita. Ad aprire la serata saranno i Sinedades, progetto musicale che abbraccia le radici del Sudamerica e dell’Italia.
Mari Froes possiede qualcosa di straordinario: un’eleganza naturale nel modo di interpretare, una sicurezza silenziosa e un’intuizione musicale ben oltre la sua età. A soli 23 anni, le sue canzoni si sviluppano con una sofisticatezza sorprendente — coinvolgenti, originali e immediatamente riconoscibili — riflettendo un’artista che ha già definito il proprio sound senza inseguire le tendenze.
Nata ad Anápolis, nel cuore dello stato brasiliano di Goiás, e oggi residente a San Paolo, Mari Froes ha instaurato un legame con la musica fin da piccolissima. “I miei genitori dicono sempre che cantavo prima ancora di parlare”, racconta Mari. Cresciuta con la Musica Popolare Brasiliana (MPB) grazie alla madre e con il rock grazie al padre, ha sviluppato fin da subito un gusto musicale estremamente eclettico. A 11 anni ha imparato a suonare pianoforte e chitarra, e a 15 ha iniziato a pubblicare cover su YouTube — una delle quali è diventata virale, spingendola a dedicarsi definitivamente alla scrittura e alla pubblicazione di musica originale.
Fondendo influenze della bossa nova con samba, jazz, alternative pop e molti altri generi, la musica di Mari Froes appare intima ma allo stesso tempo universale. Porta con sé il DNA poetico dei maestri della bossa nova come Vinícius de Moraes e Tom Jobim, attingendo al tempo stesso agli universi emotivi di Lana Del Rey — che lei stessa dichiara di adorare — insieme ad artisti come Sade, Stromae e Manu Chao. La sua scrittura nasce spesso dalla chitarra, guidata prima dalla melodia e dalle emozioni, poi dalle parole.
“È divertente perché scrivere canzoni è quasi come parlare con il mio subconscio… a volte capisco solo dopo cosa stavo davvero provando in quel momento e cosa significasse tutto questo”. Per Mari, la musica diventa così uno strumento di scoperta personale: strati emotivi che si rivelano gradualmente mentre nasce una nuova canzone.
Sul palco, quella sensibilità introspettiva si trasforma in connessione con il pubblico. “La mia parte preferita è poter trasmettere questa energia alle persone… vedere tutti cantare e sorridere”. Dopo oltre 35 concerti sold out durante il suo tour europeo di due mesi nell’autunno/inverno del 2025 — arrivando talvolta a esibirsi due volte nello stesso giorno — Mari Froes continua a trasformare la musica in rifugio e condivisione. La data finale del tour si è svolta al Bataclan di Parigi, davanti a 1.700 persone, segnando il più grande concerto da headliner della sua carriera fino a oggi. Un altro momento fondamentale è stata la performance del brano “Gabriela” per COLORS nel 2024.
Al centro di tutto ciò che crea c’è un bisogno autentico e imprescindibile di fare musica. “Ho bisogno di scrivere e di cantare. È come una necessità primaria. È il luogo in cui riesco a esprimermi nella forma più pura e sincera”. Questa spinta continua a guidarla verso nuove fasi del suo percorso artistico.
Nel 2019 Mari Froes ha pubblicato i primi singoli “Moça” e “Rosa e Laranja”; nel 2020 è uscito l’EP di debutto “Nebulosa” (oltre 20 milioni di stream). Nel 2024 è invitata da COLORS per “Gabriela”. Il video di “Figa de Guiné” (Nei Lopes/Reginaldo Bessa) è diventando virale su TikTok (72M+ views) ed è uscito come singolo.
Nel 2026 sono arrivati i singoli “Memento” e “Colombina”, fino all’uscita recente di “Como Ouro”, brano che conferma la profondità e l’elegante intensità dell’artista, proiettata verso orizzonti sempre più ampi.











