MONTECATINI – Oltre 150 specialisti da tutta la Toscana si sono riuniti ad aprile per il XXV Workshop di Medicina Vascolare dei medici internisti toscani, un appuntamento che ha posto al centro il ruolo strategico della Medicina Interna nella gestione delle patologie vascolari, sempre più diffuse e complesse.
L’evento, dal titolo “Le patologie vascolari, passato presente, futuro: una sfida per l’internista tra ospedale e territorio”, ha evidenziato come “l’internista sia una figura chiave lungo tutto il percorso assistenziale: dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla terapia e al follow-up delle principali malattie arteriose e venose”.
A sottolinearlo, la dottoressa Grazia Panigada, direttrice della Medicina Interna dell’ospedale della Valdinievole e dell’Area di Medicina Multidimensionale dell’Asl Toscana e organizzatrice del workshop insieme al dottor Luca Masotti, che ha ribadito la necessità di un aggiornamento continuo per affrontare al meglio patologie in costante aumento.
Alla giornata hanno preso parte anche i vertici nazionali e regionali della FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), insieme a numerosi direttori delle Medicine Interne toscane e al direttore del dipartimento della Medicina Multidimensionale dell’Asl Toscana centro, dottor Enrico Benvenuti.
Durante il workshop sono state approfondite le più efficaci strategie terapeutiche, sia in ambito preventivo che curativo: dalle terapie ipolipemizzanti a quelle antidiabetiche, dai farmaci per l’obesità fino ai trattamenti antitrombotici e anticoagulanti. “Particolare attenzione – ha evidenziato la dott.ssa Panigada – è stata inoltre dedicata alla presa in carico del paziente fin dalla fase acuta, attraverso percorsi assistenziali strutturati volti a ottimizzare la gestione delle principali patologie vascolari, tra cui ictus cerebrale, arteriopatie periferiche e tromboembolismo venoso”.
Un altro importante elemento emerso dal confronto è stato il valore dell’integrazione tra ospedale e territorio, considerata essenziale per garantire continuità assistenziale e migliorare gli esiti clinici dei pazienti.






