mercoledì, Settembre 9, 2026

Meet Arch, il monito dell’archistar Casamonti: “Invertire il rapporto città-campagna”

PISTOIA – La difficoltà di fare ricerca in architettura nel mondo accademico e, soprattutto, la sempre più necessaria tendenza della professione a supportare l’inversione del rapporto città-campagna, rendendo quest’ultima nuovamente protagonista.

L’architetto Marco Casamonti

Questo il monito che l’architetto Marco Casamonti, fondatore dello studio internazionale Archea e professore di architettura all’Università di Genova, lancia all’interno della seconda giornata di lavori di Meet Arch, workshop di tre giorni di alta formazione in architettura e design, giunto alla sua terza edizione, in programma dal 14 al 16 giugno presso il Pistoia Nursery Park di Vannucci Piante. Domani, domenica 16 giugno, lectio magistralis dell’architetto Carlos Gonzalvo, dallo studio internazionale Beta Architecture.

“Nelle nostre università – sottolinea Casamonti – non riusciamo a far formare bene i professionisti del futuro, sono diventate fabbriche di esami. La ricerca avanzata prima era nelle università, ora la situazione si evoluta diventando una sorta di liceo ‘plus’, almeno per alcune facoltà. Così facendo la parte di ricerca si è un po’ indebolita ed oggi c’è bisogno di prendere dalle aziende il know-how avanzato”. Approfondito poi anche il rapporto della professione con la natura.
“Nel recente passato abbiamo sopraffatto la natura, urbanizzando, giusto per fare un esempio a noi vicino, l’intera area che va da Milano a Venezia. Abbiamo costruito probabilmente troppo, ed adesso dobbiamo nuovamente naturalizzare i nostri territori. Nel rapporto città campagna dobbiamo invertire la tendenza”.

Un’immagine dell’incontro

Obiettivo di questa edizione di Meet Arch è elaborare un manifesto finale, frutto di una sintesi dei lavori, pensati e prodotti dai 30 professionisti under 35 provenienti da realtà di fama internazionale. Un concentrato di esperienze multidisciplinari che arrivano da studi come: Zaha Hadid Architects, OMA, MIR, BIG Architects, Atelier Jean Nouvel, Kengo Kuma, SANAA, Sou Fujimoto Architects, Archea Associati, Stefano Boeri Architetti, Renzo Piano Building Workshop, Mario Cucinella Architects, Diorama, Mecanoo, MVRDV, Patricia Urquiola, e tanti altri.

Già dalla seconda edizione, il green partner di Meet Arch è Vannucci Piante, leader mondiale nella produzione di piante ornamentali da esterno.

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1 commento

  1. A proposito di Università ed esami: ma che ne sa un architetto di botanica e biologia vegetale? Dovrebbe dedicarsi ad altro, se no avremmo il rischio di vedere un bel progetto (inteso come mera composizione), con alberi scelti senza criterio o, peggio ancora, suggeriti dal fornitore. Tanto poi se i parchi durano 30 o 100 anni, chi se ne accorgerà ?

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