PISTOIA – Perplessità e preoccupazioni rispetto all’esito del bando della Società della Salute. E’ quanto evidenzia don Massimo Biancalani. “La strada è trovare soluzioni abitative per questi ragazzi, Vicofaro ha bisogno di questo. Le porte sono sempre state aperte a qualsiasi aiuto ma non può essere finalizzato a una mappatura limitata nel tempo. E tutti i sacrifici che abbiamo fatto, soprattutto i volontari, la segreteria, i servizi legali, i dottori, che fine faranno?”. E ancora: “Ai professionisti che verranno io dico: fatevi carico di tante persone che in questi anni avete scartato”.
Il bando della SdS, ricordiamo, è volto alla coprogettazione e la gestione in partenariato relativa alla mappatura dei soggetti presenti presso la parrocchia di Vicofaro e agli interventi per il decongestionamento dell’emergenza territoriale. Al bando hanno risposto CO&SO Consorzio per la cooperazione e la solidarietà; ARCI Madiba APS Onlus; Associazione degli Studi Giuridici per l’Immigrazione ASGI APS. Con loro collaboreranno Caritas Diocesana di Pistoia e Medici per i diritti umani ETS.
“Siamo di fronte a un intervento su una realtà del tutto trascurata in questi anni, ora assistiamo a questa volontà di fare cosa? Temo che questi 30mila euro siano solo un espediente e non siano efficaci per risolvere i problemi. Gli accordi erano di investire risorse per affrontare casi di fragilità presenti a Vicofaro, e non per fare una schedatura. Vicofaro ha bisogno di risorse per l’assistenza, per l’accompagnamento, abbiamo una scuola di italiano che in sette anni ha permesso di dare lezione a 400 ragazzi, e anche questo anno la scuola è iniziata il primo di settembre. Non capisco perchè bisogna investire 30mila euro in un bando. Avremmo visto positivamente una strada diversa da percorrere, che è quella di trovare soluzioni abitatuve per questi ragazzi”.
Biancalani continua: “Ben vengano le forme di sostegno per i ragazzi ma qui ci sono volontari che hanno lavorato e che lavorano tutti i giorni, non dimenticate che qui a Vicofaro sono passate centinaia di persone e tanti hanno trovato lavoro, in questa strana accoglienza che esiste e ce ne sarà sempre più bisogno perché le notizie che arrivano dall’Italia sono preoccupanti. Tanti finiranno in strada e cercheranno realtà come la nostra, che deve essere sostenuta dalla Chiesa e dallo Stato. Di Vicofaro ne occorrono diverse”.
E il parroco conclude: “La Chiesa italiana deve far fronte all’emergenza aprendo strutture, aprendo conventi, aprendo canoniche vuote. Domanderemo alla Regione anche dove è finita la casa che era stata assegnata a Vicofaro”.







