SAN MARCELLO – Truffe sulla rete. In diverse zone della Montagna pistoiese sono stati raggirati soprattutto anziani o comunque digiune di conoscenze informatiche. Al centro acquisti “convenienti” e sistemi di pagamento da cui bisogna guardarsi con attenzione. Gli episodi che vengono da varie zone della montagna e su cui i carabinieri hanno fatto chiarezza denunciando sei persone, hanno tutti in comune un uso “anomalo” di carte Postepay, ricaricate con numeri seriali forniti dal venditore stesso, con il finale a sorpresa: l’oggetto acquistato mai ricevuto e il venditore sparito con i soldi.

Alla vittima del truffa rimaneva solo un nome di fantasia e un numero di telefono, risultato quasi sempre intestato a persone inesistenti. Cioè un pugno di mosche.
Così i Carabinieri delle Stazioni di Pracchia e San Marcello Piteglio hanno deciso di seguire il flusso di denaro, effettuando accertamenti su chi fossero i titolari delle carte Postepay su cui gli ignari compratori avevano fatto i loro versamenti. Una certosina attività di indagine che che scoperchiato la pentola di tre diverse truffe.
La Stazione di Pracchia ha potuto deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica del Tribunale di Pistoia tre soggetti, una donna di origine campana e due cittadini del Bangladesh, tutti già “specializzati” nel reato di truffa in concorso. La donna, dopo aver contattato un signore della zona, lo aveva convinto a stipulare ben due polizze assicurative, una RC auto e una di prevenzione infortuni, facendogli ricaricare due Carte Postepay intestate a cittadini stranieri con quasi 1.500 euro. Entro qualche giorno – gli aveva detto – avrebbe ricevuto tutta la documentazione delle polizze. In realtà, da qual momento la donna era sparita senza rispondere più alle telefonate del truffato. Da qui la denuncia.
Un’altra denuncia arriva dalla Stazione dei Carabinieri di San Marcello Piteglio: cambia il protagonista ma resta identico il copione. Un uomo di origine pugliese, anche lui già responsabile di truffe sulla rete, aveva pubblicizzato sulla bacheca on line “Marketplace” di Facebook un robot da cucina che non è stato mai consegnato. Una ignara signora di San Marcello Piteglio aveva ricaricato la carta Postepay del truffatore con la somma di 450 euro.
La terza truffa ancora a San Marcello Piteglio, messa a segno da due uomini, toscani. In questo caso l’uomo truffato aveva trovato su una bacheca on line un casco da moto, concordandone il prezzo di 500 euro. Ma si era fatto convincere ad effettuare in favore del finto venditore un bonifico di 3.500 euro, con la promessa che con il casco avrebbe anche avuto indietro un assegno assegno di 4.000 euro. Naturalmente, una volta ricevuto il bonifico, il finto venditore era sparito e l’incauto acquirente era rimasto senza casco e senza soldi.
Tre esempi di quello che non si deve fare.
Per evitare di incappare in tali spiacevoli situazioni, i Carabinieri e il buon senso consigliano di attenersi a regole di massima prudenza nel momento in cui si vanno ad effettuare transazione on line.
Da evitare quindi nel modo più assoluto di acquistare merce da soggetti che hanno commenti negativi o che non hanno alcuna recensione: il rischio di rimanere vittima di una truffa è altissimo. Inoltre occorre guardarsi da quanti chiedono metodi di pagamento fantasiosi o attraverso ricariche di carte Postepay a loro in uso, privilegiando viceversa transazioni sicure come quelle effettuate tramite sistema “Paypal”, che garantisce la restituzione della somma in caso di mancata ricezione dell’oggetto acquistato o contrattato. (m.d.)


