di Alberto Vivarelli
MONTECATINI – Cuore, amore, passione. Tre parole per spiegare le motivazioni di una candidatura a sindaco.
Edoardo Fanucci ha annunciato che correrà per la guida del comune di Montecatini, davanti a una vera e propria folla di persone che hanno riempito il salone delle Panteraie e gli spazi adiacenti. Una presenza anagraficamente trasversale ma con tantissimi giovani. Tra i presenti, anche volti noti ex (?) Pd. Fanucci Guiderà la lista di Italia Viva.

Una presentazione che non ha lasciato niente al caso, dalla scelta della data: 24 febbraio, giorno del 41° compleanno del candidato, all’ingresso a sala strapiena, con 36 minuti di ritardo per l’effetto standing ovation.
Fanucci ha declinato le tre parole in idee e progetti con grande chiarezza. Tanto per capirsi, ha spiegato i suoi progetti, ma a fianco ha indicato costi e reperibilità finanziarie, con una narrazione dalla quale traspariva di continuo il suo grande amore per la città e il suo orgoglio di far parte di quella comunità.
Le terme non sono state il convitato di pietra, sono al centro del programma, qualunque tema si affronti, si torna sempre lì, alle terme che devono rimanere le fondamenta da cui deve ripartire la rinascita della cittadina termale, tutto il resto dovrà ruotargli attorno o essere funzionale a esse.
“Perché Montecatini ha ancora un ruolo davanti a sé, ha potenzialità enormi che devono essere sfruttate. Adesso è il tempo delle responsabilità, del coraggio, della passione. E anche di una sana follia”, ha detto Fanucci rivolgendosi ai giovani seduti in prima fila.

Un intervento emozionale, ma anche ricco di contenuti.
Fanucci non ha nascosto le difficoltà per una situazione compromessa. La realtà attuale è che beni immobiliari delle Terme sono all’asta per 42 milioni.
“Tettuccio, Regine Excelsior, Torretta devono rimanere di proprietà pubblica – ha affermato il candidato – e devono essere riqualificati: questo deve essere previsto nel bando d’asta. E’ da qui che dobbiamo ripartire perché questa è la nostra storia e il nostro futuro”.
Le acque hanno ancora un futuro, ha sostenuto Fanucci, ma si è abbandonata la promozione delle nostre acque: Montecatini deve tornare a essere la città delle acque.
La città deve ricostruire relazioni con l’Italia, l’Europa perché ha perso il ruolo di destinazione turistica. Salsomaggiore insegna che le terme idropiniche possono rilanciare un territorio.
“Noi – ha ricordato Fanucci senza nascondere l’orgoglio –, a differenza di Salsomaggiore, siamo l’unica città riconosciuta come patrimonio dell’Unesco, una esclusiva che non è stata utilizzata per promuovere il turismo termale”.
I progetti
I progetti passano anche da una maggiore presenza di investimenti privati sul patrimonio esistente. A partire dall’immensa pineta che vive in simbiosi con le terme e che non può essere considerata un peso di cui liberarsi. La pineta ha bisogno di interventi di riqualificazione: servizi, aree giochi per bambini, aree ginnico-sportive per adulti e anziani, nuovi servizi igienici. Insomma, la pineta deve tornare a essere un luogo vissuto. Occorre un progetto di rigenerazione della pineta.
C’è poi una questione urbanistica che diventa sociale perché punta al recupero di aree disagiate. Fanucci ha parlato della necessità di generare “un collegamento virtuoso con la città che soffre: via Garibaldi, via Marruota, la zona della stazione centro” per garantire anche sicurezza attraverso la partecipazione: l’esercito e le ronde sono inutili, ha affermato Fanucci.
La cultura, come motore di sviluppo. Fanucci è tornato con insistenza sul concetto. La cultura, gli eventi dovranno far tornare a “vendere” il prodotto termale. Per Montecatini non è una novità, per molti anni il turismo termale è stato sostenuto da una vivacità culturale a volte superiore a quella dello stesso capoluogo: il Museo delle terme, il Museo Alinari, la Fondazione Scalabrino, lo stesso palazzo del municipio, vero e proprio capolavoro architettonico.
Adesso è una città in sofferenza, ha ricordato il candidato, il Centro commerciale naturale non c’è più, è scomparsa la Convention Bureau. E’ una città senza strumenti di promozione. Secondo Fanucci è necessario trasformare la società Montecatini Parcheggi in una struttura che si occupi anche di eventi, cultura e servizi utilizzando una parte dell’imposta di soggiorno.
I montecatinesi amano la loro città. Non è una provocazione. “Fuori da qui – ha detto Fanucci – l’immagine della nostra città è migliore di quella che abbiamo noi”. Una visione che non si ribalta con eventi spot, ma investendo in prodotti consolidati e certi, come una volta erano alcuni appuntamenti sportivi legati all’ippica e al ciclismo.
“Montecatini – ha ricordato il candidato – ha tutta una serie di eccellenze, ma sono eccellenze individuali, imprenditoriali. Tra queste eccellenze non ci sono più le terme e questo è un problema per l’immagine della città”.
Poi i problemi più interni, quelli quotidiani della comunità montecatinese.
Fanucci ha annunciato la costruzione di una nuova scuola media a fianco del plesso scolastico di via De Amicis. E’ un’area di proprietà comunale di 9.500 metri quadrati già a vocazione scolastica. Il progetto costa 1 milione di euro “che il Comune non ha – ha detto molto chiaramente Fanucci – quella scuola potrebbe essere costruita con finanziamenti regionali, statali e comunitari che potrebbero arrivare solo in presenza di un progetto esecutivo che il bilancio dell’Amministrazione è in grado di finanziare”.
Fanucci ha parlato anche dell’area ex Kartos. E’ un’area di 15mila metri quadrati strategica per la città. Andrà all’asta tra poco, base d’asta 1 milioni. Tutti questi soldi nelle casse del Comune non ci sono. Ma se in estate si andasse a una seconda asta con un valore assai più basso, per l’Amministrazione sarebbe conveniente accendere un mutuo per l’acquisto.
Infine il sociale.
“Abbiamo perso il nostro essere comunità – ha confessato Fanucci – , ci solo valori importanti da valorizzare, come sono da valorizzare i luoghi del cuore, le periferie fuori dal centro della città”.






