di Ilaria Lumini
PISTOIA – “Ci siamo opposti alla convalida del fermo e alla misura cautelare perchè a nostro parere non ci sono gli elementi specifici, come il pericolo di fuga da parte dell’indagato”.
A parlare fuori dal carcere è l’avvocato Enrico Giuntini del Foro di Pistoia, legale di fiducia di Giuseppe Blandino, in carcere dalla notte di martedì scorso per l’omicidio del padre Salvatore, 70 anni.

Questa mattina alle 12.30 l’udienza di convalida del fermo per il 42enne che è stato ascoltato nuovamente dal gip Patrizia Martucci e dal pubblico ministero Chiara Contesini che ha diretto le indagini dei carabinieri di Quarrata.
“Sono in corso le indagini e quindi non ci sono altri elementi specifici da poter analizzare e il gip si è riservato la decisione sulla convalida del fermo. Il mio assistito è apparso questa mattina meno provato e si è avvalso della facoltà di non rispondere per evitare di inquinare prove dato che le indagini sono ancora in corso” continua il legale.
Quindi il giudice per le indagini preliminari si è riservato, al momento, sulla decisione della convalida del fermo e sulla misura cautelare. Giuseppe Blandino comunque resta in carcere Santa Caterina in Brana in attesa del provvedimento da parte del Gip che dovrebbe arrivare nella giornata di oggi.
Per oggi è prevista anche l’autopsia sul cadavere della vittima e l’esame sul Dna: il medico legale incaricato dalla Procura, dottor Stefano Pierotti, stabilirà le cause della morte e il genetista Ugo Ricci eseguirà le analisi sul Dna del cadavere ritrovato in avanzato stato di decomposizione.
E’ alla Ferruccia, tra Agliana e Quarrata, in via Branaccia, che è stato trovato, sotterrato in un terreno, il corpo di Salvatore Blandino la cui scomparsa era stata denunciata dalla sorella a giugno scorso.

L’ipotesi degli inquirenti è che l’uomo sia stato ucciso, con un’arma contundente e colpito probabilmente alla testa, dal figlio nella sua casa di via della Repubblica.
Lo dimostrerebbero delle chiazze di sangue ritrovate sul muro di una stanza dell’appartamento.
Il figlio poi, probabilmente con un furgone che è stato sequestrato dai carabinieri, ha portato il corpo del padre in un luogo a lui conosciuto, un vasto terreno agricolo in via Branaccia. Lì, poco distante dal luogo di lavoro, avrebbe seppellito il padre scavando una buca di un metro di profondità.
Fin dalle fasi iniziali delle indagini i carabinieri di Quarrata hanno avuto dei sospetti sul figlio della vittima. Sospetti che si sono concretizzati nelle utlime due settimane dove gli inquirenti hanno ristretto le ricerche in un luogo molto familiare all’indagato. Le attività di ricerca sono state quindi in indirizzate in via Branaccia dove, grazie ai vigili del fuoco con escavatori e cani molecolari, è stato dissotterrato il cadavere di Salvatore Blandino.







