PRATO – Il presidente dell’Arci Enrico Cavaciocchi è morto stamani, cadendo dalla sua bici a Rosignano.

Inutile ogni tentativo di soccorso (era stato allertato anche Pegaso). Cavaciocchi, che probabilmente è stato colpito da un improvviso malore, aveva 64 anni e a Prato era molto conosciuto per il lungo impegno nell’associazionismo e nell’Arci, di cui era presidente da quasi cinque anni. Si trovava a Rosignano (dove la compagna ha una abitazione) per il fine settimana.
La notizia si è diffusa rapidamente in città.
Il cordoglio del sindaco e di tutta l’Amministrazione comunale
Una morte improvvisa che lascia tutti increduli quella di Enrico Cavaciocchi, architetto, presidente dell’Arci provinciale, a lungo impegnato come dirigente dell’Arci pratese e sempre attivo nell’associazionismo.
Il sindaco e la Giunta esprimono il proprio cordoglio: “Una notizia che ci lascia attoniti, se ne va un amico della città e del territorio. In questo non ci sono parole, c’è spazio solo per il dolore. Ci stringiamo con grandissimo affetto alla sua famiglia”.
Pancini, Cgil Prato: “Un dolore immenso”
“Un dolore immenso”, è la reazione incredula e sgomenta di Lorenzo Pancini, segretario generale della Cgil di Prato, per l’improvvisa scomparsa del presidente dell’Arci Enrico Cavaciocchi.
“Un amico – continua Pancini – con cui abbiamo condiviso tante iniziative e tante battaglie. Un amico del sindacato e dei lavoratori, sempre animato, lui, e la sua associazione, da un profondo senso di giustizia sociale, a fianco dei più umili e di chi socialmente è in maggiore difficoltà. A nome di tutta la Cgil esprimo i sentimenti di vicinanza ai familiari. Ci mancherà il suo impegno e la sua presenza”.



