BOLOGNA (ANSA) – Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso i momenti antecedenti e successivi all’incendio che la notte del 3 luglio, a Bologna, in via Amendola, ha distrutto 13 motorini e 3 biciclette estendendosi poi agli edifici vicini.

In meno di 24 ore la squadra Mobile della polizia ha fermato i presunti responsabili, tre tunisini di 25, 30 e 44 anni, con l’accusa di incendio doloso.
Dalle immagini analizzate si vede che, poco prima delle 2, i tre uomini si trovavano seduti su un materasso abbandonato sotto il portico di Via Amendola.
Dopo essersi allontanati di pochi metri, uno di loro è tornato sul materasso, ha estratto un accendino e ha appiccato il fuoco, mentre gli altri due sono rimasti nelle vicinanze controllando l’eventuale arrivo di persone. Innescate le fiamme i tre non si sono allontanati immediatamente, ma si sono fermati a osservare che l’incendio si propagasse sull’intero materasso, per poi andarsene con calma verso la stazione. In pochi minuti il fuoco ha raggiunto gli scooter parcheggiati sotto il portico, sviluppando un incendio che ha coinvolto l’intero edificio arrivando ad interessare il settimo piano.
Grazie alle telecamere comunali gli agenti hanno ricostruito gli spostamenti dei sospettati fino ad un bar nei pressi di viale Pietramellara e poche ore dopo hanno rintracciato i tre seduti su una panchina in piazza delle Medaglie d’Oro. Portati in Questura i tre sono stati identificati: il 25enne, presunto autore materiale del gesto, ha vari precedenti di polizia per reati contro la fede pubblica, in materia di armi e di stupefacenti. Inoltre, risulta gravato dalla misura di prevenzione personale, un avviso orale del Questore di Bologna.
Il 44enne, invece, risulta avere precedenti per reati contro il patrimonio, in diverse città del nord Italia, mentre il 30enne ha pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di immigrazione ed è irregolare.
L’incendio ha provocato ingenti danni alle colonne del porticato e all’edificio sovrastante, rendendo necessarie verifiche strutturali e interventi di messa in sicurezza.
Inoltre, quattro persone di cui una donna in gravidanza, sono state portate in ospedale per inalazione di fumo, venendo poi dimesse.









