mercoledì, Settembre 9, 2026

Muove i primi passi la Comunità Energetica ‘Pistoia1’

di Riccardo Bonaguidi

SAN MARCELLO PITEGLIO – Entra nel vivo la Comunità Energetica “Pistoia 1”. Fondata lo scorso 10 luglio 2025, muove adesso, dopo l’adozione delle Regole operative la scorsa settimana, i primi passi sul territorio. Punto di partenza, l’incontro con la cittadinanza che si è svolto nel pomeriggio di ieri (martedì 11 novembre) nella sala convegni del Progetto MOTORE a Campo Tizzoro.

L’incontro nel pomeriggio di ieri a Campo Tizzoro

 “La CER (comunità energetica rinnovabile, ndr) è uno strumento semplice di risparmio economico ed ecologico” introduce Stefano Vivai, Coordinatore Montagna Pistoiese di CNA Toscana Centro. “Non risolve i problemi energetici – aggiunge – ma favorisce lo sviluppo sostenibile offrendo alcuni vantaggi economici oltre a incentivare l’autoproduzione di corrente elettrica “. 

“Le esperienza di comunità – fa eco il primo cittadino di San Marcello Piteglio e presidente della Provincia di Pistoia, Luca Marmo – sono vitali per il nostro futuro. Se qualcuno pensa che con la Cer o la comunità del bosco o del cibo si diventi ricchi, abbiamo sbagliato strada”. 

La Cer funziona attraverso il meccanismo di incentivazione dell’energia condivisa. Secondo quanto previsto dalla Tiad (il Testo integrato sull’autoconsumo diffuso), infatti, i partecipanti, associandosi a una Cer, condividono virtualmente (quindi senza un autoconsumo fisico) una certa quantità di energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili, come ad esempio il fotovoltaico. L’impianto (o gli impianti) per la produzione di energia, può essere messo a disposizione degli utenti dalla Cer stessa, da produttori non membri della comunità (i così detti “produttori terzi”) oppure dagli utenti stessi (“prosumer”). 

L’energia elettrica condivisa all’ interno della Comunità dà diritto a un incentivo erogato dal GSE (Gestore servizi energetici) alla CER. “La Comunità (che è costituita come Fondazione di partecipazione, ndr) decide come ripartire l’ncentivo maturato per la quantità di energia condivisa, tra i suoi membri, una volta detratte le spese” – spiega Vivai. 

Ma c’è di più. La Cer infatti ha l’obbligo, per legge, di utilizzare una porzione dell’incentivo maturato per finanziare progetti a finalità sociale nel territorio in cui la comunità si sviluppa. “Con le extra risorse che si generarono – spiega Luca Marmo – la Cer investirà, per esempio, per rendere più accessibile l’accesso alla Comunità da parte degli utenti”. Tra le varie misure che l’Ente intenderà adottare, inoltre, spicca anche la creazione di un fondo dedicato al contrasto della povertà energetica. 

A trarre vantaggio dalla partecipazione alla Comunità sono anche le PMI. Oltre al beneficio economico, come sottolinea Emiliano Melani, presidente di CNA Toscana centro, “la CER offre l’opportunità di accompagnare il mondo imprenditoriale verso la sostenibilità”. A beneficiarne è soprattutto il grado di affidabilità dell’azienda, che così facendo – fa eco Vivai – “oltre a valorizzare il rating Esg, migliora l’accesso al credito”. 

I soci fondatori della Comunità sono i Comuni di Pistoia, San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano, Massa e Cozzile, Sambuca Pistoiese, oltre alla Provincia di Pistoia e a CNA Toscana Centro. Il progetto ha ricevuto il sostegno anche di Fondazione Caript con contributi diretti agli enti pubblici. Sul fronte produzione di energia elettrica da mettere in condivisione con gli utenti, la Cer ha a disposizione una potenza complessiva di 315Kwp, grazie a due impianti fotovoltaici in corso di realizzazione: uno da 200 kWp che verrà realizzato sulla superficie del magazzino comunale di Pistoia. L’ altro, da115Kwp, che verrà installato sul tetto scuola secondaria Fucini del Comune di San Marcello Piteglio. 

Attualmente, per gli utenti che intendono aderire alla Cer installando anche un impianto fotovoltaico è possibile ottenere un incentivo a fondo perduto, a valere sulle risorse del PNRR, per coprire fino al 40% del costo dell’ investimento. L’iniziativa è rivolta ai soli utenti (domestici o PMI) che risiedono in comuni con meno di 50 mila abitanti.

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