EMPOLI – Un percorso espositivo alla scoperta dell’arte del vetro, fra storia e tecniche di lavorazione, incentrato su una produzione artigianale che ha segnato fortemente l’identità di Empoli e il suo sviluppo economico locale.
Nel centro storico della cittadina toscana merita sicuramente una visita il MuVe, museo del vetro di Empoli, inaugurato nel 2010 e allestito nei suggestivi spazi ricavati all’interno del Magazzino del Sale, uno degli edifici più antichi della città, risalente alla seconda metà del Trecento. In questa struttura, negli anni ampliata e collegata a un mulino da sale che si trovava nei pressi del vicino scalo fluviale sull’Arno, veniva depositato e conservato il sale proveniente dalle saline di Volterra che, giunto a Empoli, era poi distribuito a Firenze o nel territorio circostante.
Cessata la sua funzione di magazzino e caduto in disuso, lo spazio è stato di recente rinnovato e valorizzato, andando a ospitare il più “giovane” tra i musei empolesi, ma non per questo di minore importanza: al contrario, il percorso di visita del MuVe, articolato su due piani, vuole mostrare al visitatore il ruolo giocato dal punto di vista storico, economico, urbanistico e sociale da una delle eccellenze di Empoli e del suo territorio, ovvero la produzione prima artigianale e poi industriale del caratteristico “vetro verde”.

È un vetro particolare, che deve il colore verde chiaro all’ossido di ferro presente nella sabbia usata per la sua produzione, e che nel corso del Novecento godette di larga fortuna, venendo impiegato sia nella realizzazione di oggetti “da tavola” come calici, bicchieri, coppe, brocche e piatti, dalle forme semplici e asciutte, sia nella fabbricazione di oggetti legati al processo di vinificazione come recipienti, damigiane e fischi, sia nella produzione di oggetti per uso decorativo, comunemente indicati come “vetri artistici”.
La solidità e la versatilità del vetro empolese resero questo prodotto molto richiesto a partire dalla fine degli anni Venti, quando in città erano attive numerose fornaci e vetrerie per rispondere alle richieste di una clientela sempre più selezionata e internazionale.
Il percorso espositivo del MuVe ripercorre la storia del vetro di Empoli a partire da un’introduzione generale sull’arte vetraria dall’antichità all’età moderna, con l’illustrazione delle relative tecniche di lavorazione e di fusione per la produzione di oggetti di uso quotidiano.
Anche le prime realizzazioni in vetro di Empoli, risalenti alla fine dell’Ottocento, appaiono ancora legate ai lavori tradizionali e alle attività agricole, che nei secoli passati erano state il fulcro dell’economia cittadina: sono esposti in questa prima sala damigiane, bottiglie, fiaschi e bicchieri usati in particolare nel ciclo di produzione del vino e destinati alle fattorie e alle aziende agricole del territorio.
Attraverso documenti, fotografie e strumenti del lavoro si ripercorrono i cambiamenti intervenuti nella produzione vetraria empolese, dalla lavorazione manuale a quella semiautomatica, fino a quella completamente meccanizzata. Gli oggetti esposti sono quelli d’uso comune che per decenni hanno popolato cucine, case, tavole e cantine e che hanno caratterizzato costumi e abitudini della vita quotidiana del secolo scorso.

La seconda sezione del museo, ospitata al piano superiore, è invece dedicata alla lavorazione del “vetro artistico”, avviata negli anni Trenta e considerata tra le espressioni più significative dell’arte vetraria italiana in epoca contemporanea.
Una produzione ampia e articolata, composta da servizi per la tavola e oggetti d’arredo in vetro verde, che si evolve fino agli anni Settanta ed è affiancata dalle creazioni in vetro bianco e colorato e in cristallo, pronta risposta delle vetrerie empolesi alle richieste di clienti italiani e stranieri: sono piccoli capolavori d’arte vetraria, oggetti di arredamento realizzati con estrema cura dei particolari e capaci di affascinare l’osservatore per l’eleganza e la ricercatezza delle forme.
Il percorso espositivo, pur relativamente breve, ha il merito di offrire al visitatore una ricognizione esauriente sul vetro di Empoli, mostrandone l’evoluzione da produzione locale destinata a un uso “popolare” e quotidiano a eccellenza artistica riconosciuta a livello internazionale, e in grado di realizzare oggetti di assoluto valore.









