di Beatrice Beneforti
SERRAVALLE PISTOIESE – Ieri sera si è conclusa la ventiduesima edizione del Serravalle Jazz con il concerto di Antonello Salis, Nico Gori, Massimo Moriconi, Ellade Bandini, Piero Frassi e Stefania Scarinzi, alla chiesa di Santo Stefano a Serravalle.
Nel mezzo della loro esibizione il sassofonista Gori ha consegnato il premio Sellani al fisarmonicista Salis. Premio istituito in ricordo della carismatica figura del pianista marchigiano Renato Sellani, scomparso a ottantotto anni nel 2014, il riconoscimento nasce da un’idea dello stesso Nico Gori, accolta con grande entusiasmo dal direttore artistico Maurizio Tuci e dagli organizzatori del Serravalle Jazz.

Anche in questa edizione sono stati numerosi gli spettatori ai concerti riempiendo platee e chiese, ma tanti anche gli utenti ai talk e ai seminari del festival.
“Sono molto soddisfatto delle presenze. Nonostante il maltempo sono stati molto seguiti, ma non avevo dubbi perché gli argomenti erano di grande interesse. Alla fine dell’incontro su Sun Ra tante persone mi sono venute a chiedere ulteriori informazioni o consigli su ascolti in merito e dopo quasi un’ora dal termine del seminario su “Cinque minuti due volte al giorno”, Marco Di Grazia e Cristiano Soldatich erano ancora impegnati a personalizzare e firmare copie del volume” ha detto Lorenzo Becciani.
Nel primo seminario da lui temuto lunedì 28 agosto al Teatro Manzoni (causa maltempo) Becciani ci raccontava di certi rapporti che alcuni dei più grandi sperimentatori del jazz avevano con le droghe. Una lunga lezione scandita dagli ascolti che il relatore aveva scelto per il suo pubblico. Da Sun Ra a Frank Zappa che, a differenza del primo, proibiva a se stesso e ai suoi musicisti l’uso di droghe.
Il libro a fumetti “Cinque minuti due volte al giorno” di Soldatich e Di Grazia, edito da Shockdom, è stato presentato nel secondo appuntamento di martedì 29, all’ex-Oratorio della Vergine Assunta a Serravalle. I due autori nel libro raccontano di quando il grande jazzista Chet Baker fu arrestato a Lucca per possesso di droga. Condannato a sedici mesi – che poi divennero tredici – gli fu concesso di suonare la tromba per cinque minuti due volte al giorno.
Si è parlato di blues e di jazz attraverso le loro origini etnologiche nell’ultimo seminario di ieri, sempre all’ex-Oratorio, con il musicologo Francesco Martinelli, intervistato dalla conduttrice di tutto il festival Alessandra Cafiero.
“La chitarra costava meno, era uno strumento portatile che si poteva acquistare a cinque dollari a rate. Nelle botteghe – come si dice in Toscana – si vendevano utensili per il lavorare la terra, ma anche chitarre e altri strumenti. Era il luogo dove poi le prime etichette discografiche sarebbero andate a cercare i nuovi talenti” ha spiegato il professore.









