domenica, Ottobre 4, 2026

Nanni Moretti premiato al Lucca Film Festival per i suoi cinquant’anni di carriera

di Martina Lepore

LUCCA – Continua il Lucca Film Festival, che, avviandosi verso la conclusione, ha dedicato la serata di sabato 3 ottobre a numerosi e importanti eventi.

A partire dall’assegnazione dei premi per i cortometraggi e i lungometraggi, la serata è proseguita con il conferimento del Premio alla Carriera all’iconico e celebre regista Nanni Moretti, seguito dalla proiezione di una delle sue prime produzioni, “Io sono un autarchico”, del 1976.

Nanni Moretti, Lucca Film Festival 2026 (fotografia di Giovanni Fedi)

La serata è stata introdotta dalle parole del presidente del Lucca Film Festival, Nicola Borrelli, che ha presentato i premi per la “Miglior Performance” e la “Miglior Scenografia”, vinti rispettivamente da “Compagnia Contromano” e da “ANGolo 9” con “La famiglia Addams”. Il premio “Over the Real Competition” è stato invece assegnato a “XXI – Un arcane pour un autre monde”. Il premio della giuria ufficiale per il concorso cortometraggi è andato a “The Tara on Her Head”, con una menzione speciale per “Dear Shop Girl”. La Giuria Stampa e Comunicazione ha assegnato il Premio “Marcello Petrozziello” al miglior lungometraggio 2026 a “Snake Milkers and the Miserable Lady” mentre il premio della giuria studentesca e della giuria popolare è andato a “Life Goes On”.

Si è poi proseguito con il Concorso Lungometraggi, che ha visto una menzione speciale della giuria ufficiale per “Salvation”. Nel concorso LFF for Future, il premio della giuria ufficiale è stato assegnato ad “Apes”, con una menzione speciale per “Paturno”. Il premio del concorso LFF for Future, assegnato dalla giuria studentesca, è andato invece a “People Live Here”.

Il Premio Over the Real è stato assegnato a Francesca Bonato per “XXI – Un arcane pour un autre monde”.

Il premio per il “Miglior Lungometraggio” è andato invece a “Master”, incentrato sui temi dell’idealismo, del potere e di una democrazia oggi in pericolo. La giuria studentesca ha inoltre assegnato una menzione speciale a “Ha Chan Shake Your Booty”, mentre la menzione speciale all’avanguardia della tecnica è andata a “Panda”.

Dopo l’assegnazione dei premi, il palco è stato lasciato libero per il conferimento del Premio alla Carriera a Nanni Moretti, attore, regista e produttore cinematografico di alcuni dei film italiani più iconici degli anni Ottanta e Novanta, tra cui “Sogni d’oro” (1981), “Bianca” (1984), “La messa è finita” (1985) e “Caro diario” (1994), fino a produzioni più recenti come “La stanza del figlio” (2001) e “Il caimano” (2006).

«Prendo questo premio alla carriera non solo come regista, produttore, sceneggiatore e attore, ma anche e soprattutto come esercente e come spettatore. […] Come quando ero ragazzo, continuo ad andare al cinema e mi piace. Le mie emozioni di spettatore hanno spesso influenzato le mie scelte di regista». Così Nanni Moretti ha iniziato il proprio discorso dopo aver ricevuto il premio, prestandosi poi a un paio di domande che hanno introdotto la successiva proiezione del film.

“Io sono un autarchico” compie quest’anno cinquant’anni ed è una delle prime produzioni cinematografiche di Moretti, girata in Super 8 quando il regista aveva appena 23 anni. È proprio a partire da questo film che inizia a delinearsi lo stile tipico del regista, caratterizzato da una critica evidente e spesso ironica della società e delle persone del tempo, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani.

Terminata la scuola, nell’estate del 1972 Nanni Moretti inizia a informarsi per intraprendere un percorso nel mondo della cinematografia. Del tutto disinteressato a proseguire gli studi universitari, comincia a girare autonomamente con una macchina da presa, per poi mostrare i propri filmati attraverso le cosiddette “pizze”, ovvero le scatole, generalmente rotonde, che contenevano le bobine di pellicola.

Nel dicembre del 1976, terminate le riprese di “Io sono un autarchico”, Moretti si reca al cineclub “Filmstudio” di Roma e chiede di poter proiettare il suo nuovo film per due giorni. È così che, martedì 14 e mercoledì 15 dicembre, il film arriva sul grande schermo, riscuotendo un notevole successo e ottenendo un prolungamento delle proiezioni fino alla domenica.

Del film non esisteva il cosiddetto “negativo”: veniva infatti proiettata l’originale e unica copia realizzata dallo stesso Moretti. Una situazione che sarebbe cambiata definitivamente con il successivo passaggio al formato 16 millimetri.

Moretti racconta, infatti, che dopo l’ultima proiezione, quella delle 23, riportava a casa le “pizze” per poi riconsegnarle al cinema il giorno successivo, ricordando così il forte legame che lo univa alla pellicola. Soprattutto a partire dall’aprile del 1977, il film inizia a circolare in altri cineclub, anche grazie all’Arci, che ne favorì la distribuzione in diverse zone d’Italia.

“Io sono un autarchico” rappresenta la classe giovanile degli anni della rivoluzione attraverso gli occhi di Michele, un giovane padre impegnato nelle attività di una compagnia teatrale sperimentale, che intraprende un percorso di ricerca di sé stesso attraverso vicende esistenziali e artistiche dai risvolti drammatici.

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