di Andrea Mori
PRATO -Di solito a San Valentino si vuole sorprendere per generare in chi riceve il regalo affetto, entusiasmo e sensazioni positive. Difficile dire con certezza se l’intento di Forza Italia, Lega e Unione di Centro fosse quello, ma è ipotizzabile pensare che il comunicato firmato dai tre partiti e inviato ai giornali proprio sabato 14 febbraio abbia suscitato sentimenti, se non proprio opposti a quelli sopracitati, quantomeno abbastanza diversi.

Veniamo quindi ai fatti.
FI, Lega e Udc sono alleati di Fratelli d’Italia e appartengono alla coalizione di centrodestra. Nel comunicato “incriminato”, i tre partiti hanno espresso in maniera piuttosto chiara che il candidato a sindaco lo vogliono politico, non civico.
Il principale motivo di questa scelta, che nelle scorse settimane era già stata espressa pubblicamente più volte da Cappelli e Stanasel, è che in seguito al commissariamento del Comune – un’oggettiva sconfitta politica del Pd – ai cittadini devono rispondere con “la buona politica del centrodestra”.
Come detto è una posizione conosciuta, ma la novità importante è il modo in cui è stata comunicata. Se le scorse volte quello che emergeva era un ‘siamo per un candidato di partito ma aperti al dialogo’ (quindi a valutare civici), con l’ultima uscita la frase potrebbe essere la stessa, ma più breve: ‘siamo per un candidato di partito’. Stop.
Ed è qui il problema per il centrodestra, almeno fin quando Fratelli d’Italia non risponderà e renderà il tutto più chiaro. Per adesso silenzio.
Fino a questo momento, il partito locale della Premier ha continuato a cercare un civico, senza però privarsi della già – quasi – ufficializzata (?) candidatura di Chiara La Porta. Lei stessa che, come ha detto più di una volta, se il partito glielo chiedesse, sarebbe a disposizione.
Tornando alla questione civico/non civico, c’è poi il tema dei tempi. In Forza Italia e Lega c’è una forte determinazione a indicare quanto prima il nome del candidato. Ma forse c’è anche la paura che Fratelli d’Italia, tra l’attesa per capire cosa succede nel Pd e ragionamenti intrecciati al referendum, allunghi i tempi per chiudere il processo a fine marzo.
Ora, fino ad oggi i tre partiti hanno indicato i loro candidati a sindaco (politici). Per la Lega c’è Claudiu Stanasel, per Forza Italia Rita Pieri e, come detto prima, per Fratelli d’Italia (in teoria) Chiara La Porta.
Questa situazione, seppur ci venga descritta da interni a FdI come meno problematica di quel che sembra, apre in realtà, potenzialmente, scenari non banali.
Ce ne sono alcuni che si possono verificare.
Uno è che Fratelli d’Italia, prima o dopo, non potendo rischiare strappi coi principali alleati, si accordi per un politico, tipo Rita Pieri.
Un altro è che Forza Italia, Lega e Udc arrivino ad accettare un civico, ma con il concreto rischio di fare una figuraccia. A quel punto infatti, un pensiero che potrebbero avere più elettori dei tre partiti potrebbe essere: ‘Ah ma allora si sono fatti mettere i piedi in testa da FdI’.
Un terzo è che la spaccatura diventi insanabile e i partiti si dividano. Quest’ultimo scenario, tuttavia, è oggi fantapolitica e non occorre neppure spiegare il perché.
Anche se occhio, perché a Prato, di questi tempi, è proprio il caso di dire “mai dire mai”.



