di Giacomo Martini
ROMA – Sarà “Nostalgia” di Mario Martone a rappresentare l’Italia alla 95ma edizione degli Academy Awards nella selezione per la categoria International Feature Film Award: il film con protagonista Pierfrancesco Favino è stato scelto dall’apposita Commissione di Selezione che si è riunita presso l’Anica.
Nostalgia concorrerà a entrare nella shortlist che includerà i quindici migliori film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota il 21 dicembre 2022.
L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto per il 24 gennaio 2023, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 12 marzo 2023.

Così commenta il regista: “Sono felice e onorato, per me, per noi che l’abbiamo realizzato e per tutto il piccolo universo così umano in cui è nato Nostalgia. A Cannes avevamo capito che dalla Sanità il film sapeva parlare al mondo, ringrazio la commissione che ci dà la chance di continuare questo dialogo”.
Dopo quarant’anni di lontananza Felice torna lì dov’è nato, il rione Sanità, nel ventre di Napoli. Riscopre i luoghi, i codici del quartiere e un passato che lo divora.
Sarà un caso, o forse no, Mario Martone torna in concorso a Cannes (dal 25 maggio poi nelle sale italiane) 27 anni dopo L’amore molesto: anche allora si partiva da un romanzo (di Elena Ferrante), anche lì il personaggio protagonista (Anna Bonaiuto) tornava nella sua Napoli dopo una lunghissima assenza.
“Il viaggio di Mario Martone nel “corpo” di Napoli continua. Dopo ‘Il sindaco del rione Sanità’ da Eduardo, presentato a Venezia nel 2019, e dopo ‘Qui rido io’ si ritorna in uno dei quartieri più iconici e problematici della città: la Sanità, appunto, edificato in un vallone usato come luogo di sepoltura fin dai tempi degli antichi greci.
E non a caso ‘Nostalgia’, dal romanzo omonimo di Ermanno Rea, è un film di fantasmi, un viaggio onirico nel quale la camorra fa da sfondo all’introspezione del protagonista e alla sua ricerca del proprio passato. Felice torna a Napoli dopo quarant’anni vissuti in Egitto. La vecchia madre sta morendo, lui ha il dovere di assisterla. Ma dopo la morte della donna, quando nulla più lo trattiene, Felice rimane. (…) il suo scopo: ritrovare Oreste, l’amico d’infanzia che ora è il boss del quartiere.
Il confronto fra i due, pian piano, trasforma ‘Nostalgia’ in un dramma a metà fra la tragedia greca e il film western (la lunga, strepitosa sequenza in cui Felice e Don Luigi entrano nei vicoli proibiti della Sanità, verso il rifugio di Oreste, osservati da occhi invisibili e onnipresenti, sembra il viaggio di John Wayne verso l’accampamento di Cochise in ‘Il massacro di Fort Apache’…).
Il film finisce come il romanzo di Rea inizia, l’esito dell’incontro non va rivelato. ‘Nostalgia’ è una poderosa immersione in una Napoli ancestrale (…).”.









