di Martina Lepore
PRATO – Continua nel mese di marzo il progetto “Centro Pecci School ARTE e CINEMA”, la cui ottava lezione è dedicata ai cosiddetti “Nuovi Autori”: David Lynch, David Cronenberg e Quentin Tarantino.
L’ospite della mattinata di sabato 7 marzo è Giulio Sangiorgio, professore universitario e critico cinematografico che attraverso l’analisi di tre figure importanti del cinema contemporaneo restituisce un quadro unitario di quella stagione definita della post-modernità, tema ricorrente e analizzato dal professor Luca Malavasi nella sesta lezione del programma.
Si tratta di un periodo a dir poco fondamentale per la cinematografia in quanto è caratterizzato da forti sperimentazioni radicali verso un’ibridazione e riscrittura totale dei generi intesi nel senso tradizionale del termine.

La masterclass ha preso il via con la proiezione sul grande schermo della copertina dell’album musicale “Cellophane Memories”, con il sottofondo della canzone “She Knew”, una collaborazione tra la cantautrice Chrystabell e il regista David Lynch, risalente al 2024.
Lo stile che viene proposto è misterioso, suggestivo e a suo modo ipnotico, e rimanda in maniera chiara a quello adottato dal regista nelle sue produzioni cinematografiche. Ed è proprio grazie a questo prodotto che il professor Giulio Sangiorgio introduce il primo protagonista della mattinata: David Lynch. La sua figura è fondamentale al fine di spiegare la svolta dell’estetica nel cinema a partire dagli anni Ottanta che va completamente ad abbattere il canone tradizionale verso la ricerca di nuovi fronti e confini.
“Dove siamo e di cosa siamo fatti?”. Questa è la domanda che anticipa l’introduzione di uno dei film più importanti della cinematografia degli anni Ottanta, “Velluto blu”, risalente al 1986 e frutto della capacità artistica di Lynch. “Velluto blu” mette completamente in discussione lo scenario perfetto della famiglia statunitense, contesta le strutture tradizionali e gioca visivamente sugli stereotipi e sulle istituzioni condivise naturalmente fino allo spaesamento dello spettatore.
Lynch assume dunque le vesti di un “regista dell’inconscio” capace di abbattere le certezze, distruggere i confini e le gerarchie, inoculando inquietudine nello spettatore senza però d’altro lato dare risposte.
Successivamente il focus si sposta sulla figura di David Cronenberg, introdotto con la visione del suo cortometraggio “Il suicidio dell’ultimo ebreo del mondo nell’ultimo cinema del mondo” (At the Suicide of the Last Jew in the World in the Last Cinema in the World), parte dell’opera “Chacun son cinéma”.
Cronenberg è una figura fondamentale per il cinema a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta in quanto sviluppa la nascita del genere del “body horror” dove il corpo umano subisce trasformazioni come strumento di rappresentazione della perdita dell’identità, del rapporto dell’uomo con la tecnologia e infine del desiderio. Tra questi possiamo ricordare “Videodrome” e “La mosca” dove immagini disturbanti legate alla trasformazione macabra del corpo sono funzionali alla critica della società moderna attraverso un percorso tra horror e realtà.
La mattinata si chiude con l’analisi della figura di Quentin Tarantino nelle vesti di regista in grado di utilizzare il cinema come mezzo capace di raccontare una nuova realtà con riferimenti a produzioni cinematografiche passate, cultura pop e spesso scene di violenza estrema. Tarantino è fondamentale in quanto è uno dei registi che meglio e platealmente riesce a ibridare più generi tra loro attraverso uno stile visivo unico nel suo genere. Tra le sue produzioni possiamo ricordare “Pulp Fiction”, “Bastardi senza gloria” e “The Hateful Eight”.
Il prossimo incontro del programma dedicato al cinema verterà sulle “Nuove Autrici” attraverso l’analisi delle figure di Bigelow, Campion e Coppola nella mattinata di sabato 21 marzo.









