mercoledì, Settembre 9, 2026

Tanta gente alla contro-manifestazione ‘Mai più fascismi’

PRATO – Mentre in piazza Ciardi si svolgeva il presidio del “Comitato Remigrazione e Riconquista”, in piazza delle Carceri tantissima gente ha partecipato alla contro-manifestazione “Mai più fascismi” con società civile e centrosinistra, alla quale era presente anche il Presidente della Regione Eugenio Giani.


“La nostra piazza – ha detto il segretario generale Cgil Prato-Pistoia Daniele Gioffredi – è la migliore risposta agli sciacalli e ai provocatori che vogliono sporcare la data di oggi, anniversario delle deportazioni da Prato a seguito degli scioperi contro la guerra e il fascismo. Siamo scesi in piazza per difendere la democrazia, la Costituzione e i valori dell’antifascismo. La parola ‘remigrazione’ nasconde odio, discriminazione, razzismo, è una parola nuova che ha però idee e radici lontane, che ci riportano a quel ventennio nel quale furono fatte le leggi razziali e fu sostanzialmente abolito il diritto di sciopero. La nostra piazza è importante perché si sono messe insieme tutte le forze democratiche di questa città per tenere viva la memoria e l’esempio di coloro che hanno fatto in modo che il nostro Paese avesse una Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo. Come diceva Sandro Pertini, il fascismo non è un’opinione, il fascismo è un crimine”.

A margine della manifestazione di piazza delle Carceri Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore del PD Prato ha sottolineato come “oggi Prato ha dato la più bella risposta che una città possa dare. Lavoratori, cittadini, associazioni, sindacati, partiti, comunità di migranti sono scesi in piazza per dire no all’odio e alle discriminazioni, e per difendere i valori su cui si fonda la nostra democrazia. La nostra città il 7 marzo sa cosa commemora. Sa cosa ha pagato. E sa riconoscere chi vuole infangare quella memoria per alimentare odio e divisione. Qui non c’è spazio per chi si richiama, esplicitamente o implicitamente, alle pagine più buie della nostra storia, pagine che questa città conosce bene, e che non dimentica”.

Oggi Prato ha dato una risposta chiara ha aggiunto Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD: “una città unita in piazza contro la destra estrema e contro la ‘remigrazione’, parola ripulita per mascherare un’idea violenta e ingiusta. Deportazioni travestite da slogan, diritti trasformati in concessioni, persone ridotte a bersagli: non è sicurezza, è persecuzione. Non è un caso che abbiano scelto il 7 marzo, giorno di memoria e dignità del lavoro. Nel ricordo della deportazione dei lavoratori pratesi del 1944, Prato ha ribadito cosa significa comunità: non lasciare indietro nessuno. La piazza di oggi è stata la Prato migliore: plurale, solidale, determinata. Una città che non si fa intimidire, non si lascia dividere e pretende soluzioni vere ai problemi reali: legalità, diritti, lavoro regolare, controllo dello sfruttamento. Qui il fascismo non passa”.


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