mercoledì, Settembre 9, 2026

”Oltre le barriere”, il rock di Manuel Agnelli sul palco del Blues

PISTOIA – X Factor ne ha fatto una star. Ma Manuel Agnelli è molto di più che il giudice sincero ed appassionato della nota trasmissione televisiva che ha lanciato i Maneskin.

Dietro Manuel Agnelli ci sono oltre trent’anni di palcoscenico, trent’anni di musica; anzi, trent’anni di storia della musica italiana. C’è un musicista maturo che è arrivato al meritato successo dopo una lunga strada percorsa sempre a testa alta.

Manuel Agnelli

Con i suoi Afterhours ha creato uno stile, un modello, una tendenza. Ora, con la notorietà ottenuta in TV, al cinema e perfino a San Remo, si può permettere di portare al grande pubblico quello che una volta era definito un fenomeno di nicchia, come la musica indipendente. Indipendente perché non condizionata, libera dalle esigenze delle case discografiche, o dalle mega produzioni.

Ecco, Manuel Agnelli è rimasto quello. E’ sì una star, un big della musica italiana, ma si muove come fosse ancora nei club, nei teatri, o sui palchi di periferia. Segno che nel suo sound c’è vita, sentimento, fantasia, arte.

Ora può spaziare e trovare nuove formule: colonne sonore che vincono il premio David di Donatello – con “La profondità degli abissi” per il film Diabolik dei Manetti Bros – ed altri percorsi, ma l’anima è sempre la stessa. Lo testimonia un concerto come quello di Piazza Duomo, per il Pistoia Blues. Uno spettacolo dal taglio decisamente rock.

Rock per il suono e l’atteggiamento che, per lui, non sono un tic, un vezzo, come per tanti altri, ma una medaglia al valore guadagnata sul campo o, forse è meglio dire, sui palchi e sulla scena musicale italiana. Per chi lo ha fatto come lui, il rock è pane quotidiano, è passione, è vita.

Quello di ieri è uno spettacolo nato dall’esigenza di superare le barriere, come lui stesso dice: “per non rimanere ingabbiati”. Nasce dal suo ultimo lavoro solista che si intitola “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ma ripercorre anche la storia della sua vita musicale con gli Afterhours.

In questo tour è accompagnato da una band di eccezione composta da i Little Pieces of Marmelade, da Giacomo Rossetti dei Negrita e da Beatrice Antolini, già con Vasco Rossi.

Dopo l’introduzione, si parte subito con un pezzo nuovo come “Signorina mani avanti” e si va giù con ritmi incalzanti come con l’altro inedito “Proci”, “Non si esce vivi dagli anni ottanta”, “Mele di Miele”, “Varanasi Baby”, “Quello che non c’è”,  “Ballata per la mia piccola iena”, “Lasciami leccare l’adrenalina”, “Dea” e via così, tutti all’insegna del più sfrenato punk degli Afterhours.

Ma non mancano momenti di nostalgia quando intona “Padania”, o “Voglio la pelle splendida”. C’è chi le conosce a memoria, è evidente. Si canta in coro, si alzano le braccia. Poi si va verso la fine, con “Bye bye Bombay” e “Ci sono molti modi”, con i quali in pratica si chiude il cerchio.

Insomma, un Manuel Agnelli decisamente diverso, ma sempre un po’ lo stesso. Ed in fondo è meglio così.   

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