di Ilaria Lumini
PISTOIA – Lo scorso 23 gennaio Giuseppe Blandino è stato nuovamente ascoltato dal pubblico ministero. Un interrogatorio voluto dal legale del 42enne, avvocato Nicola Giuntini del Foro di Prato. Un ulteriore interrogatorio, questa volta davanti al giudice per le indagini preliminari, è previsto per i primi di marzo.
Durante il colloquio con il pubblico ministero, Giuseppe Blandino, in carcere con l’accusa di aver ucciso il padre di 70 anni (omicidio volontario aggravato dal parricidio e dai futili motivi) sembra abbia ammesso una parziale confessione.
Dal giorno del suo arresto, a luglio scorso, l’uomo si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere.
Le indagini dei carabinieri di Quarrata e del nucleo investigativo di Pistoia, iniziate a metà giugno 2025 dalla denuncia di scomparsa di Blandino e successivamente dal ritrovamento, a luglio, del corpo sepolto in un terreno alla Ferruccia, sono dirette dal sostituto procuratore Claudio Curreli che, alla fine delle analisi medico legali sul corpo e sui reperti del Dna, ha chiuso le indagini sulla morte del 70enne. Adesso il rinvio a giudizio davanti al Gip del figlio Giuseppe.
Il 42enne, come detto, è accusato di aver ucciso il padre: decine di coltellate al petto di cui una fatale al collo che ha reciso la giugolare cagionando la morte del pensionato per dissanguamento.
Salvatore Blandino è morto il 22 giugno 2025, giorno della denuncia di scomparsa fatta dalla sorella. Dalle tracce di sangue ritrovate nella casa di via della Repubbliaca a Quarrata dove l’uomo viveva da solo, gli inquirenti hanno ricostruito la probabile dinamica della morte: prima una lite avvenuta con il figlio nel soggiorno-cucina e poi le coltellate.
Per gli inquirenti quindi, il figlio, dopo aver ucciso il padre, avrebbe pulito alla meglio il sangue sul pavimento, caricato il corpo sul cassone di un furgone (dove la scientifica ha trovato poi una grossa macchia di sangue) e guidato fino alla Ferruccia parcheggiando il mezzo vicino a un capanno dove lui era solito dormire.
E a fianco del capanno avrebbe sotterrato in una fossa di quasi un metro di profondità il corpo. Il cadavere è stato ritrovato lunedì 21 luglio 2025 dai carabinieri che, dal giorno della scomparsa del pensionato, hanno monitorato i movimenti del 42enne, che si trova al carcere di Solliciano.







