domenica, Novembre 1, 2026

Omicidio ad Arezzo, 61enne trovato morto nel parcheggio di un ristorante, fermato trentenne

AREZZO (ADNKRONOS) – La Polizia ha fermato un trentenne sudamericano sospettato di aver ucciso Luciano Buonfiglio, 61 anni, l’uomo trovato senza vita nella notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il primo novembre, nel parcheggio del ristorante ‘La Torretta’, nella zona industriale di San Zeno, alle porte di Arezzo. La notizia della sua morte, avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire, ha suscitato profonda commozione e incredulità tra le persone che lo conoscevano.

La svolta investigativa sarebbe dunque arrivata dopo una notte di accertamenti, verifiche e ricostruzioni. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali di dettaglio da parte degli inquirenti, ma il fermo rappresenterebbe un passaggio decisivo nell’inchiesta aperta per fare luce sulla morte del consulente. Restano da chiarire il ruolo esatto dell’uomo individuato dagli investigatori, le ragioni dell’aggressione e soprattutto che cosa sia accaduto nel parcheggio prima che Buonfiglio venisse ucciso.

Nato a Milano, Buonfiglio risiedeva da tempo a Manciano, nel territorio comunale di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Il suo corpo è stato rinvenuto disteso a terra, nelle vicinanze di un’automobile parcheggiata, che sarebbe appartenuta alla stessa vittima. Sul capo presentava evidenti e gravissime lesioni, accompagnate da tracce di sangue. Secondo i primi elementi raccolti, le ferite potrebbero essere state provocate da un oggetto contundente, anche se sarà necessario attendere gli accertamenti medico-legali per ottenere indicazioni più precise.

La segnalazione che ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine è arrivata nel corso della notte. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, ma per il sessantunenne non c’era ormai più nulla da fare. La Polizia di Stato ha immediatamente avviato le indagini, affidate agli investigatori della Squadra mobile della Questura di Arezzo, con il supporto degli specialisti della Polizia scientifica.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento del cadavere. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che l’aggressione mortale sia avvenuta proprio nel parcheggio in cui è stato scoperto il corpo. Non si esclude, inoltre, che l’uomo avesse raggiunto il luogo per incontrare qualcuno. Si tratta, tuttavia, di circostanze ancora da verificare.

La zona industriale di San Zeno, caratterizzata dalla presenza di numerose aziende, tra cui diverse attività del comparto orafo, nelle ore notturne può risultare particolarmente isolata e poco frequentata. Un elemento che gli investigatori potrebbero approfondire per comprendere perché Buonfiglio si trovasse proprio in quel luogo e se avesse un appuntamento. La Scientifica ha effettuato un accurato sopralluogo nell’area del ritrovamento, concentrando l’attenzione sulla ricerca di tracce biologiche, eventuali segni di colluttazione e altri elementi utili a ricostruire la dinamica dell’aggressione. Al vaglio anche le possibili testimonianze e ogni informazione che possa contribuire a individuare chi abbia incontrato la vittima nelle ultime ore di vita. Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle attività investigative. L’obiettivo è stabilire con esattezza dove e quando sia avvenuta l’aggressione, quale oggetto sia stato utilizzato e se all’omicidio abbia partecipato una sola persona oppure più soggetti.

Intorno alle 4 del mattino, dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo, dove sono stati avviati i primi accertamenti medico-legali. Gli esami potranno fornire informazioni fondamentali sulla natura delle lesioni, sulle cause del decesso e sulla possibile successione dei colpi. Elementi che potrebbero rivelarsi determinanti per verificare le prime ipotesi investigative e ricostruire le modalità dell’omicidio.

Chi era la vittima

Luciano Buonfiglio viene ricordato da chi lo conosceva come una persona tranquilla, impegnata nella propria attività professionale e nella vita familiare. Lavorava come consulente per un’azienda operante nel settore dell’energia e delle comunicazioni. Era sposato, successivamente separato, e padre di tre figli.

Il suo nome era conosciuto anche per l’impegno civico dimostrato negli anni Duemila nella mobilitazione contro il progetto di realizzazione di una centrale a biomasse nell’area dell’ex zuccherificio di Castiglion Fiorentino, come ricorda il “Corriere di Arezzo”. In quella circostanza Buonfiglio aveva partecipato attivamente alla protesta insieme ad altri cittadini, contribuendo alla mobilitazione contro un progetto che aveva suscitato un acceso dibattito sul territorio. Un impegno che viene ricordato oggi da chi aveva condiviso con lui quella battaglia. La notizia della sua morte violenta ha lasciato sgomenti amici, conoscenti e quanti avevano avuto modo di incontrarlo nel corso degli anni. Resta ora il giallo di una notte di Halloween trasformata in tragedia.

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