martedì, Settembre 8, 2026

Omidicio Blandino, la vittima ha cercato di difendersi: fatale la coltellata al collo

di Ilaria Lumini

QUARRATA – Salvatore Blandino ha cercato di difendersi. Ha cercato di parare quelle coltellate inferte con furia omicida dal figlio Giuseppe. Lo dimostrebbero le lesioni da difesa riscontrate nel corso dell’autospia. delegata dalla Procura, sul corpo del 70enne.

Decine di coltellate al petto di cui una fatale al collo che ha reciso la giugolare cagionando la morte del pensionato per dissanguamento.

Salvatore Blandino è morto il 22 giugno, giorno della denuncia di scomparsa fatta dalla sorella. Dalle tracce di sangue ritrovate nella casa di via della Repubbliaca a Quarrata dove l’uomo viveva da solo, gli inquirenti hanno ricostruito la probabile dinamica: prima una colluttazione avvenuta nel soggiorno-cucina e poi le coltellate che ha provato, invano, a parare con le mani.

Indagato per l’omicidio è il figlio Giuseppe, 42 anni, che si trova da mercoledì scorso al carcere Santa Caterina in Brana.

Per gli inquirenti quindi, il figlio, dopo aver ucciso il padre e pulito alla meglio il sangue sul pavimento, ha caricato il corpo sul cassone di un furgone (dove la scientifica ha trovato poi una grossa macchia di sangue) e ha guidato fino alla Ferruccia parcheggiando il mezzo vicino a un capanno dove lui era solito dormire.

E a fianco del capanno ha sotterrato in una fossa di quasi un metro di profondità il corpo del padre. Il cadavere è stato ritrovato lunedì 21 luglio dai carabinieri che, dal giorno della scomparsa del pensionato, hanno monitorato i movimenti del figlio.

In questa settimana, dopo la deposizione del fascicolo del medico legale, sarà disposto dalla Procura il via libera al funerale del 70enne.

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