PESCIA – «Profondamente addolorato per la tragica morte avvenuta questa mattina a Veneri, ennesima tragedia consumatesi sul luogo di lavoro, mi unisco con l’affetto e la preghiera al grande dolore della famiglia, dei colleghi e dei tanti che lo conoscevano».

Queste le parole di cordoglio del Vescovo Fausto Tardelli per la morte dell’uomo di 59 anni stava lavorando in strada a Veneri. Secondo una prima ricostruzione stava proprio tagliando l’albero che gli è poi crollato addosso. La caduta dell’albero potrebbe essere dovuta al forte vento che sferza da giorni la Toscana, anche se i contorni della vicenda non sono ancora del tutto chiari. L’uomo era residente a Pescia ed era dipendente di una cooperativa che si occupa della manutenzione del verde per conto del Comune. L’incidente si è verificato lungo via Colli Veneri, una strada sterrata che porta a una zona boschiva. Sul posto, oltre al personale sanitario del 118, sono intervenuti i vigili del fuoco i carabinieri e i tecnici del dipartimento della sicurezza sul lavoro dell’Asl Toscana Centro.
L’appello del Vescovo
«Fermarci un attimo e riflettere sull’allarmante aumento di incidenti, spesso mortali, che avvengono sul lavoro. Chiediamo con forza a tutti coloro che hanno responsabilità sui luoghi di lavoro di mettere in campo tutte le possibili energie affinché durante lo svolgimento del lavoro siano sempre garantite le condizioni di assoluta sicurezza e non si debbano ulteriormente piangere persone che, nel compiere dignitosamente la loro fatica quotidiana, debbano, invece, trovarvi ingiustamente la morte».
“Il 2025 si apre con un’altra terribile morte sul lavoro si legge in una nota congiunta di Riccardo Bartolini e Daniele Gioffredi, rispettivamente segretario FP CGIL Pistoia Prato e segretario della Camera del Lavoro di Pistoia -. Questa mattina è morto in strada a Pescia, in circostanze ancora da chiarire, un lavoratore dipendente della Cooperativa “La Spiga di Grano” che sarebbe stato travolto dalla caduta di un albero mentre stava svolgendo un’attività di manutenzione del verde. Si tratta dell’ennesima vittima innocente di una strage senza senso e senza fine. Ovviamente sarà la Magistratura a chiarire quel che realmente è successo ma è chiaro che si tratta di un’ulteriore tragedia che colpisce un lavoratore (peraltro non più giovanissimo) impiegato nel sistema degli appalti. Il servizio nel quale il lavoratore era impiegato è infatti in appalto dal Comune di Pescia. La FP CGIL Pistoia Prato e la Camera del Lavoro di Pistoia esprimono in primo luogo cordoglio per quanto è avvenuto e si stringono alla famiglia del lavoratore coinvolto. E’ necessario avere contezza, anche sul piano sindacale, che siano state rispettate tutte le norme relative alla sicurezza sul lavoro e, più in generale, crediamo sia utile riflettere se non siano necessari limiti, anche anagrafici, per essere adibiti a determinate mansioni. Chiederemo con forza risposte a queste nostre domande fin dalle prossime ore e ci riserviamo di agire ogni iniziativa di denuncia e di lotta che riterremo necessaria. Si lavora per vivere, non per morire”.
“Purtroppo anche oggi siamo venuti a conoscenza di un ulteriore Infortunio mortale sul lavoro. Naturalmente la prima e sentita reazione è quella di esprimere tutta la vicinanza e le sincere condoglianze ai familiari del lavoratore scomparso ma, ancora più decisa è la reazione di sdegno, rabbia e riprovazione per l’accadimento di un fatto che, la dice lunga sul funzionamento e la puntuale adozione di tutti i sistemi di prevenzione e protezione possibili, che devono essere adottati nello svolgimento di ogni attività lavorativa. Naturalmente ogni caso è un caso a se e altrettanto e ovviamente anche in questa occasione le autorità preposte faranno piena luce sullo specifico accadimento per verificare, appunto se tutta la filiera della sicurezza abbia funzionato o meno, poiché risulta fondamentale per poter arginare questa condizione inumana che sta devastando il modo del lavoro e tutte le famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici che ne rimangono coinvolti”, lo affermano Marco Della Felice e Alessandra Biagini della Cisl Toscana Nord
“Le notizie provenienti da Pescia, riguardo l’ennesima vittima sul lavoro, ci lasciano sconvolti – dicono Marco Mazzanti, segretario provinciale del Pd e Luca Tridente, segretario del Pd pesciatino -. Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione: è inaccettabile morire in questo modo mentre si svolge il proprio servizio. Tutta la politica è chiamata a mettere in campo, con responsabilità, ogni intervento necessario a garantire condizioni di lavoro sicure e accettabili per tutti. Il Partito Democratico provinciale di Pistoia e quello di Pescia, in questo momento drammatico, esprimono vicinanza e solidarietà nei confronti dei famigliari della vittima e di tutte le persone che gli volevano bene”.
“Rifondazione Comunista esprime le proprie sentite condoglianze alla famiglia ma ancora una volta siamo costretti a segnalare la precarietà di lavori che obbligano ad interventi anche in condizioni oggettivamente complicate. Naturalmente – ne siamo certi, purtroppo – saremo in tanti ad esprimere le nostre condoglianze e anche la nostra rabbia per una strage continua, quotidiana, incessante, di lavoratori che muoiono per portare un po di salario a casa. E la politica politicante sarà, ancora una volta, a preannunciare provvedimenti che non arrivano mai. Tanto sono gli operai che muoiono, Morto uno, si libera un posto, avanti un altro. Eppure, davanti a questa strage quotidiana, dovrebbe essere semplice l’agenda dei lavori: approvare una legge per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro perché è vergognosa l’impunità quasi sempre garantita ai responsabili degli omicidi sul lavoro. La strage quotidiana di lavoratrici e lavoratori è un’emergenza nazionale che questo governo ha deciso di accantonare in nome dell’ideologia neoliberista del lasciar fare alle imprese e anche nel caso dei lavori pubblici, di appaltare e subappaltare tutti i servizi. Invece, bisogna nel caso del lavoro pubblico, reinternalizzare il lavoro anche fuori dagli uffici e superare il precariato permanente e, comunque, garantire e aumentare i controlli e inasprire le sanzioni perché la vita umana viene prima del profitto”.






