mercoledì, Settembre 9, 2026

Ospedale di Pescia, esempio di buon funzionamento. E’ solo una piacevole eccezione?

PESCIA – “A causa di fastidiose extrasistole, il mio cardiologo Dr Cosimo Sgobba, mi ha consigliato l’applicazione del pace maker.

Ho così potuto osservare “da dentro” il funzionamento dell’Ospedale di Pescia. Fin dai primi momenti mi ha dato una buona impressione, al Pronto Soccorso sono stato accolto da una giovane infermiera Marta Cecchini, cortese,disponibile e preparata che mi ha misurato la pressione, fatto un elettrocardiogramma, misurato la temperatura mediante tampone all’orecchio e, quando mi ha accompagnato in bagno, bussando alla porta mi ha chiesto: “è tutto a posto?”

L’ospedale di Pescia

Mentre l’instancabile Primario Dr Gianluca Ruffini visitava i pazienti infortunati o traumatizzati per stabilire in che Reparto inviarli.

Appena giunto al Reparto di Cardiologia un rappresentante amministrativo si è fatto consegnare i soldi e gli ori da conservare in cassaforte e ho risposto ad un dettagliato Questionario.

Le Camerette di degenza con 4 letti con letti multifunzionali Hill Rom (di cui occupati solo 2), due piccoli televisori in testata di letto ed un campanello di chiamata che attiva una radio con cui l’infermiera può avvisare se è impegnata ed il paziente dire cosa gli occorre.

Il giorno successivo sono stato portato in sala operatoria la cui equipe è composta dai Dottori Enrico Romoli e Stefano di Marco e le Infermiere Alice, Eleonora e la responsabile sanitaria Marina. Durante l’operazione, dato che ero stato sedato parzialmente, ho constatato la perfetta sintonia fra il medico operante  e l ‘infermiera che si scambiavano frasi convenzionali, fino quando lei, a intervalli ravvicinati, ha detto: “3….2….1  3,09-11.00 ed il dottore ha risposto bene, O.K, mentre, penso infilava il catetere nella vena cefalica sx.

L’intervento è riuscito perfettamente ed è durato 40 minuti (dalle 11,45 alle 12,25 del giorno 24 u.s.), può durare fino ad un’ora e mezzo tra aereazione e disinfezione dei locali.

Le giornate successive di degenza, sono state così cadenzate:

ore 06.00 prelievo del sangue

/07.30 pulizia minuziosa, aereazione e disinfezione dei locali (operazione ripetuta alle 15.00/0810) misurazione pressione, temperatura, consegna pastiglie varie ed elettrocardiogramma/pulizia corporale dalla fronte ai piedi con relativo massaggio

/0845 colazione

/09.00 impianto Holter

/09.30 scelta Menù (pranzo e cena)

/11.30 consumazione pranzo/controllo cavi Holter e pillole varie.

Anche i giorni successivi stesso programma mentre giovedi  ore 10.00 esame radiografico al busto frontale e laterale. Le visite parenti (una sola persona) secondo il numero del letto: pari 13.30-14.15, dispari 20.00-2045. Mia moglie Anna Maria è venuta a trovarmi 2 sere ed un pomeriggio.

Le Infermiere, coordinate dall’attenta Caposala Roberta Gentili sono state sollecite, premurose e preparate ed anche energiche perché, talvolta, i pazienti quasi esclusivamente anziani sono stati irosi, polemici e burberi.

Ricordo e ringrazio i Dottori Duccio Rossini, Marialuisa Gianfaldoni e Marco Botoni che si sono alternati in questi 5 giorni di permanenza. Ed infine le giovanissime Infermiere Elena, Sara e Marina che mi hanno trattato con premura ed affetto,.. come un loro Nonno! Citando loro ho voluto ricordare tutti i validi Operatori Sanitari che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere.

Complimenti Dottoressa Giuditta Niccolai, il Nosocomio da Lei diretto è… un’Isola  felice!”

Giorgio Filippini

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