di Marzio Dolfi
SERRAVALLE – Sono volate parole grosse e si è creata tensione e agitazione fra i banchi del consiglio comunale di Serravalle, con l’aula di Casalguidi piena come mai.

Tranne un breve intervallo in cui si è parlato del Bilancio consolidato e di cui in pratica nessuno si è accorto, il sipario si è aperto con le interrogazioni: in cui sono volati (metaforicamente) schiaffi urli e battibecchi e in cui (concretamente) si sono sentite parole grosse e scambi di accuse.
E’ venuto fuori anche qualche scheletro dall’armadio, antichi dissapori, le tracce di una convivenza difficile, cominciata fin dai primi anni della anomale giunta un po’ civica e molto di centrodestra.
Al centro del ring l’ ex -Vicesindaco Federico Gorbi, recentemente scomunicato e privato di tutte le deleghe che aveva gestito fin dall’insediamento della giunta Lunardi. In una delle sue Interrogazioni è esploso il battibecco con l’attuale Vicesindaco, Alessio Gargini.
Ma il bersaglio grosso è stato naturalmente il Sindaco.
E lo scontro più ‘cruento è venuto quando Gorbi è intervenuto sulla Interpellanza della Minoranza, in cui i consiglieri di ‘Centrosinistra per Serravalle’ hanno chiesto di tirare le somme della situazione, dimettendosi e restituendo la parola agli elettori. Gorbi ha puntato il dito direttamente sul primo cittadino accusandolo di immobilità e di incapacità di portare avanti progetti.

Parole durissime, come succede spesso del resto nelle crisi di coppia, quando il rapporto si spezza e diventa velenoso.
Negli scorsi giorni avevamo parlato di terremoto, ma ora le scosse si sono fatte più violente e devastanti.
Gorbi ha alzato il tiro sul finale della serata, quando ha detto che “in questi anni il rapporto con il Sindaco è stato per così dire complesso e ora si è assunto la responsabilità della rottura, portandola avanti in stile ‘Serravalle Comix’ “; e ha sottolineato che “fin dai primi cinque anni ha mostrato la sua inadeguatezza al ruolo”.
“I partiti – ha aggiunto – hanno lo stesso voluto riconfermarlo”.
Piero Lunardi ha ribattuto che la Lega non voleva il suo secondo mandato, ma aveva chiesto Gorbi come candidato. Non se ne fece di niente. Uno scheletro nell’armadio saltato fuori ufficialmente in Consiglio comunale. Singolare che in una lista che si è sempre definita “civica”, si conviva con le imposizioni dei partiti.
L’ultimo affondo è stato sulle deleghe. Gorbi ha ricordato una serie di progetti (in pratica tutti quelli realizzati negli ultimi anni) in cui lui è stato decisivo nella ricerca dei fondi e nella gestione. “Vedremo ora come il Sindaco, che ha sempre gestito il comune come fosse una azienda, intende redistribuire le deleghe che mi ha tolte”.
Lunardi ha rimandato le accuse al mittente, promettendo un rapido rimpasto. Sia lui che l’attuale Vicesindaco Gargini (“di cosa siete preoccupati, della nostra tenuta? Staremo qui fino alla fine”) arroccano la posizione della maggioranza e sottolineano come non ci sia nessuna intenzione di gettare la spugna. ‘Centrosinistra per Serravalle’ aveva chiesto infatti che si tirassero le somme di questa situazione con le dimissioni di Lunardi e restituendo la parola agli elettori.
La crisi politica rimane dunque sotterranea.
Certo è singolare quello che ci dovremo aspettare in una compagine con tumulti interni irrisolti, che anzi diventeranno più complicati. Gorbi ha annunciato di considerarsi libero di esprimere le sue idee, ma che resterà “nel Gruppo ‘Uniti per Serravalle’: anche se questa cosa disturberà, resterò proprio per questo”.
Che succederà? Dopo i battibecchi, gli urli e tensioni in Consiglio comunale ci sono da aspettarsi ora gli… effetti collaterali.







