mercoledì, Settembre 9, 2026

Payton Willis, uno ‘zero’ di grande valore

di Francesco Belliti

PISTOIA – In una calda mattinata di luglio, è arrivato l’annuncio del secondo tassello nel reparto stranieri del Pistoia Basket. Payton Terrell Willis, guardia classe 1998, vestirà biancorosso nella sua seconda stagione in Europa e sarà, presumibilmente, il principale riferimento offensivo della squadra. Un colpo di mercato in puro ‘stile Sambugaro’, dopo un silente e certosino lavoro per convincere il giocatore a sposare la causa, dopo che nei giorni scorsi era stato dato nella lista della spesa di Pesaro.

Payton Willis in maglia Minnesota

Ma che tipo di giocatore è Payton Willis? Senza dubbio uno che, per caratteristiche, può sposarsi con la filosofia del suo nuovo coach Nicola Brienza. È un esterno a cui piace correre il campo, con un buonissimo palleggio e doti di playmaking che ne fanno un’opzione concreta per togliere pressione ai canonici portatori di palla. Dal punto di vista offensivo, i suoi punti di forza sono l’uno contro uno e il tiro da dietro l’arco, oltre alla capacità di far segnare anche i suoi compagni con assist davvero al bacio. Non è un difensore eccelso, ma sa mettere aggressività e pressione e può accoppiarsi benissimo con tutti i ruoli dall’1 al 3.

Dall’Arkansas al Minnesota

La carriera studentesca di Willis inizia nella nativa Fayetteville, in Arkansas, dove dimostra da subito le sue doti in ambito liceale. La sua grande voglia di competere è immediatamente messa alla prova, visto che, proprio in quello Stato, il ’98 con le stigmate del predestinato è un altro: gioca a Bentonville, è una guardia come Payton e di nome fa Malik Monk, quest’anno assoluto protagonista della sorprendente stagione dei Sacramento Kings in NBA. Nel 2016 invece, nella loro stagione da senior, i due si sfidano e si marcano sui parquet delle high school e danno vita ad uno scontro entusiasmante. In due partite, il maggior talento di Monk non impedisce tuttavia a Willis di brillare e di condurre la sua Fayetteville a due vittorie in altrettante gare, la seconda in un entusiasmante finale all’overtime.

Nel passaggio al basket collegiale, l’esterno sceglie di andare alla Vanderbilt in Tennessee, dove passa due anni prima di trasferirsi nella più prestigiosa università del Minnesota. È qui che i suoi numeri iniziano a crescere, ma purtroppo l’anno è il 2020 e la stagione viene interrotta per lo scoppio della pandemia. Alla ripresa della nuova annata, si sposta nuovamente, stavolta a Charleston nella Carolina del Sud: anche qui le medie aumentano e gli viene dato un ruolo da leader all’interno dello spogliatoio.

Ma l’ultimo anno di college (siamo nel 2021/22) Willis decide di ritornare alla Minnesota e sposare il programma del nuovo allenatore Ben Johnson, che ha preso il posto del licenziato figlio d’arte Richard Pitino. In una stagione che per l’ateneo di Minneapolis rappresenta un vero e proprio anno zero, il neoacquisto biancorosso è capitano di un team con diversi giocatori giunti al capolinea della loro carriera universitaria. Chiude con 17.5 punti e 4.3 assist a gara, oltre a tirare da dietro l’arco con il 43%. Un ultimo anno di college da record, insomma.

“Ci rende stabili nella fase offensiva – dice di lui coach Johnson – I ragazzi si nutrono di ciò: il suo equilibrio è decisamente una chiave, così come la sua capacità di condividere e di essere altruista anche quando sta segnando”.

Fuori dagli States: Israele e Pistoia

Con grande dispiacere di coach Johnson, Payton chiude la sua carriera collegiale e decide di iniziare quella professionistica in Europa, accasandosi all’Hapoel Gilboa Halil nella massima categoria israeliana. Un club da cui sono transitati molti giocatori che hanno poi fatto faville nel nostro campionato: Mitchell Watt, Rakim Sanders, Mike James, Gerald Robinson, D’Angelo Harrison e tanti altri.

Una prima nel vecchio continente che si chiude con 14.6 punti, 2.4 rimbalzi e 2.2 assist di media, con un high di 35 punti, il 54.3 % da dentro l’area e il 41.3% da tre. Male invece dalla lunetta, dove non supera il 60% e che sarà un aspetto tecnico su cui dovrà lavorare.

Il percorso di crescita di Willis, intanto, lo porterà a Pistoia, in una stagione e in un campionato che possono rappresentare un’importante svolta per la sua carriera. Una cosa è sicura: la curiosità nel vederlo all’opera con la canotta numero zero biancorossa è già molta.

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