mercoledì, Settembre 9, 2026

Pd: “Il Bargo è una risorsa irrinunciabile per i poggesi”

POGGIO A CAIANO – La consistente partecipazione all’assemblea pubblica sul parco Il Bargo, organizzata dal Circolo PD di Poggio a Caiano martedì 7 luglio, testimonia il grande interesse che questa vicenda suscita e il fortissimo legame che unisce la comunità poggese con questo importantissimo polmone verde, diventato negli anni l’elemento centrale del sistema del verde del territorio.

L’assemblea del Pd di Poggio a Caiano

L’assemblea è stata l’occasione per fare chiarezza, grazie anche ai documenti ricevuti dal gruppo consiliare “Poggio Insieme” a seguito di accesso agli atti, “rispetto alla narrazione che l’Amministrazione comunale ha fatto circolare con uno scopo smaccatamente strumentale – si legge in una nota del Pd locale -. Ha permesso di dimostrare che, a partire dal 1 gennaio 2013, non c’è stata nessuna occupazione abusiva o senza titolo del parco. Come dimostra, infatti, la corrispondenza fra Comune e Agenzia del Demanio a partire dall’ottobre 2012, vista la volontà dell’Amministrazione comunale di acquisire il Bargo (oltre al Podere Le Buche con l’oasi apistica e alla Palazzina Reale, sede del Municipio) attraverso il procedimento del federalismo demaniale, il Demanio ne consentiva l’uso a fronte del pagamento di una indennità di occupazione e della manutenzione, regolarmente effettuata negli anni di utilizzo”.

Quindi: nessuna occupazione indebita, ma un uso a beneficio di tutti, in cambio di un’indennità e della manutenzione. Questo è un dato di fatto, sostiene il Pd.
La stessa narrazione proveniente dall’attuale amministrazione, prosegue il circolo, ha provato a far credere che il mancato pagamento dell’indennità di occupazione degli anni 2019-2023 avrebbe generato un debito che ha portato ad un preavviso di ipoteca nei confronti del Comune. La corrispondenza intercorsa in quegli anni fra Comune e Agenzia del Demanio (“frutto di un’interlocuzione seria e costante”) dimostra, invece, che i due enti avevano concordato la sospensione di quel pagamento in attesa del perfezionamento della pratica di federalismo demaniale finalizzata all’acquisizione del Bargo da parte del Comune. Al momento del passaggio di proprietà sarebbe stata effettuata la compensazione fra le somme dovute dal Comune e l’ammontare degli interventi da questi effettuati.

“Per perseguire questo risultato – prosegue il Pd – l’amministrazione Puggelli aveva avviato (con delibera di Giunta adottata nel 2022) la progettazione necessaria al perfezionamento della pratica, avviando, fra l’altro, l’accatastamento dell’immobile (necessario per il frazionamento al fine di ospitarne in una porzione la caserma dei Carabinieri) e acquisendo perfino gli esiti positivi delle verifiche di vulnerabilità statica e sismica dell’edificio: nel 2023 all’amministrazione Palandri veniva lasciato, quindi, un procedimento praticamente concluso. E’ stata la sostanziale rottura del rapporto di collaborazione fra i due enti, avvenuta nel 2024 (sindacatura Palandri) e la comunicazione al Demanio che il Comune non era in grado di procedere sulla strada dell’acquisizione che ha spinto il Demanio a richiedere il pagamento delle somme arretrate, con l’iscrizione a ruolo e il successivo preavviso di ipoteca. La scelta dell’Amministrazione Palandri di non volere investire sulla valorizzazione del parco (frutto di una mancanza di sensibilità verso il benessere ambientale) e l’incapacità di intrattenere con l’Agenzia del Demanio un rapporto proficuo ha portato alla situazione attuale. Potrà non piacere a qualcuno, ma anche questo è un dato di fatto”.

Forte è stata la condanna che è emersa dall’assemblea nei confronti della delibera che la Giunta Palandri ha adottato il 3 giugno scorso e con la quale, dichiarando fra l’altro che il Comune non sta utilizzando il Parco del Bargo, l’Amministrazione comunale ha deciso di restituirlo alla piena e completa disponibilità dell’Agenzia del Demanio. Una condanna ferma, sia per il merito della scelta che, unita al divieto di accedere alla quasi totalità del parco, si traduce in una vera e propria sottrazione di benessere per la comunità di Poggio e per tutti i frequentatori dell’area, sia per averla perseguita senza un confronto con la cittadinanza, volto a comprenderne le effettive esigenze.
“Poco credibili – conclude la nota – appaiono i tentativi degli attuali amministratori di tranquillizzare gli animi con la promessa di una nuova convenzione che consenta di utilizzare il parco: è stato fatto notare, a questo proposito, che non solo non esistono atti a supporto di questa volontà, ma anche come questa promessa sia in fortissimo contrasto con la volontà espressa nella delibera del 3 giugno e con lo stato di degrado e abbandono in cui il parco è stato ridotto. Il Bargo è una risorsa, ambientale, storica, culturale e paesaggistica, che i cittadini di Poggio sentono come propria e di cui chiedono di poter riprendere la piena fruibilità”.

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