mercoledì, Aprile 29, 2026

Peste suina, intensificati i controlli di sorveglianza

PISTOIA – L’epidemia di peste suina africana al momento pare essersi fermata in Garfagnana e non si è estesa alla provincia di Pistoia, tuttavia bisogna intensificare le azioni di sorveglianza, depopolamento e bonifica necessarie a contenere l’espansione dei contagi ed a prevenirne i possibili impatti sulle attività economico-produttive dei territori.

E’ quanto emerso nel corso del nuovo incontro che, su invito del Prefetto, il commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, ha avuto stamane a Pistoia con la rete degli attori impegnati nelle azioni di contenimento e prevenzione dell’epidemia.

L’incontro, che faceva seguito a quello già svoltosi in Prefettura nel gennaio scorso, è
servito a focalizzare alcuni aspetti della strategia di contenimento ed a favorire il confronto
diretto fra il commissario straordinario, le strutture regionali competenti ed il mondo
venatorio anche sui profili ritenuti suscettibili di ulteriore potenziamento, in particolare gli
interventi di abbattimento dei cinghiali nelle zone di restrizione e riduzione, finalizzati a
ridimensionare la popolazione di suini selvatici che possono essere vettori dell’infezione.

Introducendo l’incontro, il Prefetto Gallo Carrabba ha ricordato che la situazione in
provincia appare oggi complessivamente migliore rispetto all’autunno scorso, quando la
velocità di espansione dei contagi minacciava di aggredire un territorio ancora impreparato
all’emergenza. Molto è stato già fatto (incoraggianti sono, in tal senso, i dati sugli interventi
di abbattimento coordinati dalla Polizia Provinciale nelle aree di Abetone-Cutigliano e
S.Marcello-Piteglio), molto resta ancora da fare o da migliorare.

Il Commissario Filippini, da parte sua, ha sottolineato la necessità che tutte le
componenti del sistema si muovano in sintonia, avendo sempre consapevolezza della valenza nazionale ed economica dell’emergenza, che ha costi elevati per il Paese e potrebbe averne di ancora più onerosi se le strategie di contenimento dell’epidemia non raggiungessero pienamente i loro obiettivi.

Fondamentale, pertanto, è che le aree ai margini del cluster epidemico del Nord Ovest (com’è attualmente l’area della montagna pistoiese) possano effettivamente mettere in campo tutti gli interventi finalizzati a fermare o rallentare il più possibile l’espansione dei contagi, anche attraverso l’utilizzazione delle risorse economiche che la struttura commissariale ha erogato per incentivare gli abbattimenti e favorire il raggiungimento dei target auspicati.

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