PRATO – “Questa città sa stare unita anche nei momenti più difficili e di questo vi ringrazio. Grazie per aver capito”. Così la sindaca Ilaria Bugetti, visibilmente commossa, di fronte alla bella risposta data stamani, 8 settembre, dai cittadini che nonostante l’anticipo dell’Ostensione dettato dall’allerta meteo arancione prevista dalle 17 di oggi, non hanno rinunciato a prendere parte alla festa della città.

La cattedrale, dove si è celebrato il solenne Pontificale, era talmente gremita di persone che si sono dovuti limitare gli accessi. In moltissimi, dunque, sono rimasti in piazza a seguire la Messa e ad attendere l’Ostensione del Sacro Cingolo dal Pulpito. Testimoni della reliquia mariana sono state quest’anno il prefetto Michela Savina La Iacona e la sindaca di Mussolente, comune legato a Prato da un patto di amicizia, Ellena Bontorin.

Alla consegna dei ceri sul sagrato della cattedrale, la sindaca ha preso la parola per un breve messaggio alla città. “Ringrazio il grande cuore di Prato che ha capito la scelta difficile che ho dovuto prendere di fronte all’allerta meteo arancione. Mi avete dimostrato vicinanza e ancora una volta la capacità di restare uniti. E’ davvero lo spirito della nostra città. Ringrazio sin da ora la protezione civile e i suoi volontari che si stanno organizzando per affrontare con la massima attenzione le prossime ore che si preannunciano difficil. Così come ringrazio i dipendenti comunali che hanno lavorato senza sosta per questo 8 settembre così particolare. In questo contesto non dimentichiamo di festeggiare ugualmente l’8 settembre. Nella sua omelia l’arcivescovo emerito di Cagliari, Giuseppe Mani, ci invita ad avere un cuore aperto. Ecco, dobbiamo averlo soprattutto nei momenti più difficili. Restiamo uniti, fianco a fianco, saremo più forti. Buon 8 settembre a tutti!”
Il Vescovo: Il Sacro Cingolo il segno di un legame che si va stringendo
Come annunciato, al termine del pontificale la celebrazione si è spostata nella Cappella del Sacro Cingolo. La Sacra Cintola – scrive la Diocesi di Prato – appartiene alla città di Prato e la sua proprietà è simboleggiata dal possesso delle tre chiavi che servono ad aprire il cofano dell’altare dove viene custodita da oltre otto secoli la preziosa reliquia. Due sono di proprietà del Comune di Prato e una appartiene al Capitolo dei canonici della cattedrale. Ogni anno, in questa occasione, il Comune dona alla Diocesi i ceri votivi per illuminare la Cappella.
“Questo dono ricorda quanto la città è legata a Maria e alla Chiesa di Prato – ha detto il vescovo Giovanni Nerbini rivolgendosi alla sindaca Ilaria Bugetti – per noi questo non è un segno che appartiene al passato, a una storia gloriosa che affonda le sue radici nei secoli e che ha connotato la nostra città anche nella sua conformazione, ma il segno di un legame che si va stringendo anche nel presente e nel futuro. Questa collaborazione è nel segno della città e di tutti coloro che la abitano, che qui gioiscono e qui soffrono”.



