PISTOIA – Si è parlato di lotta alle mafie e legalità all’assemblea studentesca di febbraio dell’Istituto Pacini. Ospite il magistrato Luigi Boccia, sostituto procuratore a Pistoia.
Boccia è intervenuto prima della proiezione del film ”i 100 passi” di Marco Tullio Giordana, parlando della storia di Peppino Impastato, a cui il film è dedicato, e delle ritrosie a parlare di mafia durante in quegli anni.
” Parlare di mafia e denunciare gli atti della criminalità organizzata negli anni in cui opera Impastato – ha detto Boccia – non era cosa scontata. L’esistenza del fenomeno mafioso era negata da più parti, tanto che la morte di Peppino Impastato solo molti anni dopo è stata considerata un delitto di mafia, per il quale fu condannato il boss di Cinisi Tano Badalamenti”.

”Per la nostra scuola è un privilegio e un onore ospitare il magistrato Luigi Boccia – ha affermato ad inizio assemblea la preside Marzia Andreoni – sia per quanto sta facendo a Pistoia, sia per il suo lavoro alla procura di Marsala, dove ha potuto toccare con mano il peso delle tematiche al centro dell’attenzione dell’assemblea degli studenti”.
Il magistrato ha poi ricordato l’insegnamento di Falcone: per combattere le mafie è necessario prima di tutto un cambiamento culturale. ”Non lasciate che questa sia una giornata come tutte le altre – ha detto Boccia –. Portatevi a casa qualcosa, ricordando che persone come Impastato o come i giudici Falcone e Borsellino erano all’inizio isolate e lo Stato non era sempre accanto a loro nella lotta al fenomeno mafioso”.
Il Sostituto procuratore ha quindi invitato i ragazzi a partecipare alla manifestazione che si terrà a Pistoia il 4 aprile quando verrà ricordata la strage di Capaci intorno alla teca che custodisce le lamiere accartocciate della Quarto Savona Quindici, nome in codice dell’auto della scorta di Giovanni Falcone, nella quale morirono Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
”Volevamo cogliere questa occasione – ha infine dichiarato il rappresentante degli studenti Alessio Mungai – per sensibilizzare i ragazzi su un tema che rimane di vitale importanza ai fini della convivenza civile, perché la mafia è un male ancora radicato nel nostro paese, ancora da debellare. Gli studenti che si affacciano alla vita sociale e politica devono sapere cosa è”.







