venerdì, Settembre 11, 2026

Pistoia, al teatro Bolognini incontro con l’astrofisico Giovanni Covone

PISTOIA – La mattina di sabato 22 febbraio, alle ore 10, il Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia (via del Presto, 5) ospiterà un incontro pubblico con l’astrofisico Giovanni Covone, che dialogherà con le studentesse e gli studenti dell’istituto ITCS Filippo Pacini di Pistoia.

L’occasione dell’incontro, curato dal Centro Filippo Buonarroti Toscana insieme al Centro di Documentazione di Pistoia e dall’Istituto Filippo Pacini con la collaborazione del Comune di Pistoia, è data dalla recente pubblicazione di Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari, libro di Covone pubblicato da HarperCollins e recentemente insignito del premio Asimov 2024.

Il libro è il racconto di «un viaggio che inizia da un tavolino sotto le stelle di Arles, fino ad esplorare la Galassia alla ricerca di un pianeta che possiamo chiamare “Terra,” raccontando i sogni, le sconfitte e le scoperte di filosofi e astronomi, da Epicuro agli scienziati di domani».

A colloquio con l’autore saranno la dott.ssa Marzia Andreoni, dirigente scolastica dell’Istituto ITCS Filippo Pacini di Pistoia, e Francesco Bocci del Centro Filippo Buonarroti Toscana. L’incontro è a ingresso libero e gratuito ed è aperto a tutta la cittadinanza.

Giovanni Covone è un astrofisico, professore presso la Federico II di Napoli. Si interessa dello studio dei pianeti extrasolari, di astrobiologia e di cosmologia. È titolare dei corsi di “Cosmologia” (per i fisici), “Astrophysics of Life” (per i biologi) e “Fondamenti di Fisica e Cosmologia” (per i filosofi). La comunicazione delle idee scientifiche è l’altra sua passione. Altre Terre, pubblicato da HarperCollins e vincitore del premio Asimov 2024 per l’editoria scientifica, è il suo primo libro.

«Non sappiamo se troveremo altri pianeti ricchi di vita come la Terra o altre civiltà con cui dialogare, ma sicuramente la ricerca degli esopianeti aiuterà a comprendere la nostra origine e il nostro futuro, aiutandoci a conquistare una necessaria consapevolezza dell’unicità e della precarietà della nostra specie.

La nostra avventura è cominciata pochi milioni di anni fa nelle savane dell’Africa orientale; ora costruiamo telescopi e navi spaziali, ma siamo anche al bivio fra la distruzione del nostro habitat, lo scoppio di nuove guerre globali o l’uso consapevole e positivo della nostra tecnologia».

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