mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, alla scoperta di Charlie Moore

di Francesco Belliti

PISTOIA – Con Charlie Moore in cabina di regia, il roster di Pistoia può dirsi pressoché completato. Manca in effetti un ultimo tassello, ma l’arrivo del classe ’98 di Chicago ha certamente chiuso non solo il reparto stranieri, ma anche la struttura base su cui sarà costruita l’amalgama di una squadra costretta a lottare per realizzare l’arduo obiettivo della permanenza in Serie A.

Moore in maglia FMP Belgrado (foto ABA Liga)

 Il nuovo acquisto, già dal cognome e dal ruolo, evoca grandi ricordi. Nella storia recente di Pistoia, infatti, pochi americani hanno avuto un rapporto speciale con la piazza come Ronald (detto ‘Ronnie’) Moore, che giocò in biancorosso per ben tre stagioni in Serie A, di cui l’ultima da capitano. Naturalmente i paragoni tra il nuovo regista dell’Estra e il ‘play feticcio’ dell’allora coach Enzino Esposito finiscono per il momento qui, sperando che le soddisfazioni siano anche solo la metà di quelle regalate dal nativo di Philadelphia, ritiratosi dal basket giocato da circa due anni.

Moore, all’anagrafe Charlie Edward, rappresenta in effetti un prototipo di ‘point guard’, ben diverso da un comune portatore di palla. Alto 180 centimetri per 82 chilogrammi, per quanto ottimo passatore, è anche un esterno pericoloso sia dalla linea dei 6,75 che in avvicinamento al canestro, grazie alla sua robusta struttura fisica e alla sua predisposizione a giocare in pick n’roll. Ma un’altra abilità speciale del nostro è l’uno contro uno, aspetto tecnico che leggenda vuole essere stata allenata sin dalla tenera età di tre anni dal padre Curis fino all’high school.

Cresciuto nel quartiere di Englewood, Charlie si mette in mostra per la prima volta alla Morgan Park dove, al termine della sua carriera liceale, stabilisce diversi record dell’istituto: 2346 punti, 368 assist e 303 palle rubate. Numeri che lo imposero immediatamente come il talento più cristallino dello stato dell’Illinois, prima della scelta del college dove iniziare la sua carriera universitaria. Moore al tempo, parliamo del 2016, dopo aver ricevuto numerose offerte optò infine per trasferirsi a Berkeley presso la University of California, da cui era appena uscito un signore di nome Jaylen Brown.

Alla seconda partita con i Cal Bears stabilisce subito un record: segna 38 punti nella vittoria all’overtime contro l’UC Irvine, superando niente poco di meno che Shareef Abdur-Rahim, che nel suo anno da matricola a Berkeley nel 1995 arrivò a 33 in una singola gara. La carriera universitaria di Charlie sarà tuttavia un continuo spostarsi: dopo il suo primo anno, decide di saltare una stagione per trasferirsi alla prestigiosa University of Kansas, dove ovviamente trova molta concorrenza. Parliamo di un ateneo storico, il cui primo coach è stato niente poco di meno che l’inventore del basket James Naismith, e che l’anno scorso si è laureato campione NCAA.

L’anno successivo, per stare vicino al padre malato, Moore si trasferisce alla DePaul University della nativa Chicago. Nella stagione 2019/20, interrotta anzitempo dallo scoppio della pandemia, arriva vicinissimo ad un altro record del college: gli mancano infatti solo 4 assist per raggiungere l’ex NBA Rod Strickland a quota 400 punti e 200 passaggi vincenti in una sola stagione. Dopo un’altra ottima annata a livello personale ma non per la DePaul, inizia infine il suo ultimo anno di college spostandosi in Florida, alla Miami University.

Con la canotta degli Hurricanes Charlie tocca l’apice della sua carriera partecipando alla famosa March Madness. Miami, infatti, con il suo contributo in cabina di regia e i punti di Kameron McGusty (fresco ex Piacenza e affrontato quest’anno da Pistoia ai play-off), arriva fino al traguardo mai raggiunto delle Elite Eight, perdendo poi contro l’ex ateneo Kansas, che al termine del torneo si laureerà campione. In quest’ultima stagione, Moore stabilisce diversi record personali alle seguenti voci statistiche: gare giocate, gare nello starting five, percentuali dal campo e da dietro l’arco e palle rubate, arricchendo il tutto con 12.4 punti e 4.6 assist di media.

Nella sua prima stagione da professionista in Europa, tra Belgio e Serbia, il neoacquisto biancorosso ha dimostrato di sapersi calare in una dimensione completamente nuova: 16.6 punti e 5.1 assist di media al Moins-Hainault, 16.3 e 5.9 all’FMP Belgrado. Per tutti i motivi fin qui elencati, possiamo dire che Pistoia ha appena messo le mani su un giocatore di indubbio talento e che offrirà diverse soluzioni alla squadra di coach Brienza.

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