mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, bancarotta fraudolenta: sequestri per 1,6 milioni di euro e un arresto

PISTOIA – Nei giorni scorsi, militari della Guardia di Finanza, appartenenti al Comando Provinciale di Pistoia, su delega della Procura della Repubblica di Pistoia e per effetto di apposite ordinanze emesse dal competente Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’Amministratore di una società fallita, nonché al sequestro preventivo fino alla concorrenza di 1.600.000 euro circa, nei confronti di 3 soggetti indagati.

Nell’ambito di una delega d’indagini volta ad acclarare le vicende che avevano condotto al fallimento di una società pistoiese operante nel settore della fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli, gli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pistoia si concentravano, fin da subito, sulla ricostruzione del profilo soggettivo di un soggetto di origini campane che appariva il reale dominus della società fallita, peraltro gravato da numerosissimi precedenti di polizia: dalla guida in stato di ebrezza a violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ovvero per opere eseguite senza autorizzazioni, sino a più gravi precedenti legati all’immigrazione clandestina e alla cessione di sostanze stupefacenti, reato per cui risultava già destinatario di misura cautelare personale, risalente al 2020, a seguito di un’indagine che aveva portato all’individuazione di un gruppo criminale composto da italo-albanesi operante a Pistoia.

In altre parole – secondo ipotesi d’accusa – emergeva come la natura delinquenziale del pregiudicato indagato avesse subito una profonda evoluzione, passando dalla commissione di reati “comuni” a reati “specifici” di natura economico-finanziaria, evidentemente ritenuti più remunerativi.

Nel dettaglio, oltre dieci anni prima, avesse iniziato la carriera imprenditoriale con la costituzione di un’impresa individuale con la quale aveva maturato debiti con l’erario per oltre 2 milioni di euro.

Di qui, quindi, una prima evoluzione nei comportamenti delittuosi, allorché l’indagato costituiva una seconda società, schermando i propri interessi dietro una fiduciaria, e da cui, parimenti, distraeva fraudolentemente risorse finanziarie per quasi 1 milione di euro, a fronte di altrettanti debiti tributari maturati nel tempo e rimasti non onorati al momento della dichiarazione di liquidazione giudiziale (fallimento).

Successivamente, quindi, non ancora domo, sempre schermato da prestanomi, avviava un’ulteriore società, svolgente la stessa attività d’impresa della precedente, con dipendenti coincidenti ed utilizzando perfino la medesima sede per l’esercizio dell’impresa, pure risultata gravata da plurime posizioni debitorie e di cui, stavolta, tuttavia, la Procura della Repubblica proponeva la liquidazione giudiziale, che il Tribunale di Pistoia avviava a marzo scorso.

Le conseguenti indagini così avviate ponevano fine a questa spirale di apertura/chiusura di società con posizioni debitorie, emergendo fatti di bancarotta anche per tale ultima realtà aziendale, quantificati in circa 600 mila euro: un complesso ed articolato raccordo tra plurime risultanze investigative, corroborato da acquisizioni documentali e testimoniali, nonché tramite i dati e le notizie acquisite dai curatori delle diverse procedure giudiziali aperte in passato.

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