di Francesco Belliti
PISTOIA – Nel giorno di San Jacopo, la Pistoia cestistica ha festeggiato anche la permanenza dell’altro santo patrono, quello della promozione in A1. Ciò che sembrava impossibile, adesso è ufficiale: Jordon Varnado vestirà la canotta biancorossa per un’altra stagione. Anche se a questo punto gli donerebbe di più una mantella, da supereroe beninteso.

Un’operazione, quella porta a termine, che coach Brienza ha raccontato essere iniziata già sul pullman di ritorno da Torino dopo la trionfale gara-4 di finale. L’alleato migliore, in questo caso, è stato il tempo, oltre alla volontà del giocatore di rimanere in una piazza che lo ha amato sin dal primo giorno in cui ha varcato i cancelli del PalaCarrara. Le voci susseguitesi nell’ultimo mese, dagli interessamenti di Trento e Udine alla pista francese, sono infine state messe a tacere. E chi ha continuato a sperare l’ha infine avuta vinta, un po’ come successo al termine dei playoff.
Che fosse un ‘Cannibale’ Varnado lo ha dimostrato da subito, quando ancora per tutti era “il fratello di Jarvis”, “il piccolo Tornado”, “Jordon il minore”. Lui si presentò invece così: “Voglio vincere il campionato e il titolo di MVP”, strappando un sorriso a noi giornalisti. Era il 19 settembre 2022 e non sapevamo che il 17 giugno avremmo dovuto cospargerci, ma fino ad un certo punto, il capo di cenere. Il primo dei sognatori ebbe poi un impatto immediato e impressionante sul campionato di A2. Partita dopo partita, gli aggettivi ad un certo punto si ripetevano: immarcabile, illegale, ineluttabile, dominante e via dicendo.
Sul titolo di MVP, quasi da subito, iniziammo a crederci davvero; ma poteva Pistoia, anche con una così spiccata individualità, pensare di raggiungere un traguardo che non era neanche un obiettivo? L’impresa, o il miracolo, è stato possibile grazie, soprattutto, ad un collettivo forte e responsabilizzato in tutte le sue componenti, ma anche perché Varnado è stato capace di arrivare ai play-off al massimo del potenziale. Dai già ottimi 16.9 punti e 7.3 rimbalzi di media in regular season ai 21 punti e 8.5 rimbalzi nelle 13 gare di post-season. Praticamente una sentenza, fino ai 26+10 di gara-4 a Torino.
Adesso viene il bello, dopo che la stella di Jordon è stata capace di brillare nel cielo biancorosso più di tanti altri grandi protagonisti della storia pistoiese, il fratello Jarvis compreso. Varnado ritroverà i suoi vecchi compagni, ma dovrà anche adattarsi ad un roster in cui non sarà sempre e necessariamente il primo violino. Con la sua conferma, in ogni caso, Pistoia appare ancora di più una squadra dal grande potenziale fisico e atletico, con Hawkins, Ogbeide e il vecchio compare Wheatle a formare insieme a lui un reparto ali-lunghi davvero complicato da affrontare. Sarà insomma ancora una Pistoia che difende, colpisce duro, corre e riparte, ma anche un squadra con più potenziale offensivo da dietro l’arco viste le ottime medie dei già citati americani e dell’esterno Willis.
Mancano al roster, ad oggi, un ultimo tassello straniero e un giovane italiano in grado di allungare le rotazioni, ma poco cambia: la permanenza in A1 sarà un’impresa quasi alla pari della promozione. Ma col secondo atto del ‘Cannibale’ Pistoia inizia ad essere armata di tutto punto. Nel dubbio, chiederemo a Jordon di fare nuovamente ricorso alle sue spiccate doti divinatorie, fosse mai.





