di Francesco Belliti
PISTOIA – Occorre partire, è sempre meglio farlo, da lontano. Non troppo, solo a quasi un anno fa. 28 maggio 2021: una Giorgio Tesi Group Pistoia stanca e sfiduciata da una stagione estremamente difficile conclude la sua post-season da agnello sacrificale della corazzata Napoli. È la fine della prima stagione dal ritorno in A2: quella del Covid, dei molteplici rinvii, delle partite-farsa, della fase ad orologio. La diade partenopea va secondo copione e si arriva dunque a quella Gara 3 al PalaCarrara: come per tutta l’annata, non c’è nessuno a sostenere la squadra. Sì perché la scorsa stagione è stata soprattutto quella dei palazzetti vuoti.

Pistoia esce di scena lottando ma soccombendo come il più sottopagato degli sparring partner: all’altezza della biglietteria di via Fermi, un piccolo nugolo di tifosi va a salutare, si far per dire, i giocatori che hanno vestito la maglia biancorossa in quella stagione. Qualche sorriso e qualche battuta riservata a capitan Della Rosa, Saccaggi e Wheatle, qualche pacca sulla spalla ai giovani Riismaa e Del Chiaro, encefalogramma piatto quando passano gli americani Sims e Fletcher. Coach Michele Carrea se ne va in punta di piedi: sembra un “ci vediamo tra due mesi”, sarà un addio.
La domanda di un cronista dopo quell’afasico pomeriggio fu: potrà mai tornare l’entusiasmo in questo ambiente? Nel giro di un anno sono tornati i tifosi, o almeno quei pochi fedelissimi che non attendevano altro che veder riaprirsi il cancello del PalaCarrara. È arrivato coach Brienza, la cui idea di basket si è ben sposata con gli interpreti già a contratto e quelli scovati dal diesse Sambugaro. La GTG Pistoia 2021/22 è una macchina che funziona, diverte e va oltre i propri limiti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una stagione da protagonista in A2, finita davanti a diversi roster e budget decisamente più altisonanti.
Tuttavia, salvo qualche rara eccezione, l’esaltante cammino dei biancorossi non è mai affiancato da una potente risposta di pubblico. In principio, si sceglie la strada del silenzio: continuiamo così e il palazzetto si riempirà, sembra che pensino tutti. Poi qualcuno inizia a togliersi i sassolini dalla scarpa. Lo fa capitan Della Rosa, esprimendo tutto il suo dispiacere nel vedere diversi settori del PalaCarrara pressoché vuoti. Lo fa, in più occasioni, coach Brienza, con dichiarazioni mascherate da battute ma anche con parole decisamente più dirette: la città deve riconoscere la grande stagione fatta dai suoi ragazzi e venire a sostenerli. Per frenar immediatamente i maligni, nessuna imbeccata da parte di un giornalista, ma frasi uscite spontaneamente dalla bocca degli interessati.
Dopo una Supercoppa vinta, tanti successi in casa e trasferta, le Final Eight di Coppa Italia, un terzo posto e l’accesso ai play-off, difficile effettivamente capire cos’altro dovrebbero fare i biancorossi per portare più pubblico in via Fermi. Domenica inizierà la serie contro Cento: solo dopo questa post-season si potranno tirare le somme, individuare i possibili demeriti e comprendere un minimo il grado di fiducia ed entusiasmo intorno al Pistoia Basket.
Pistoia-Cento è la gran serata di gala cui è fondamentale partecipare: una serie dall’esito assolutamente non scontato (c’è chi parla già di passaggio del turno) e in cui il fattore PalaCarrara può incidere in maniera pesante. Una grande risposta di pubblico potrebbe esaltare Della Rosa e compagni, mentre non è certo difficile immaginare l’umore di molti giocatori nel vedere ancora poche persone sugli spalti proprio nel momento più importante di tutta la stagione. Sono anche dettagli come questo che fanno prolungare i contratti, che convincono giocatori di grande livello a sposare il tuo progetto e che fanno alzare l’asticella delle ambizioni.
Sono i play-off, dunque, l’evento in cui il Pistoia Basket dovrà presentarsi con l’abito migliore e si giocherà la propria credibilità, sportiva e non. Mancano pochi giorni e le scuse sono ormai finite: per palcoscenici di questo tipo, o si è pronti o non lo si è.





