di Susanna Daniele
PISTOIA – Sta per iniziare un anno speciale per la città di Pistoia e il suo territorio, con la progressiva definizione del ricco programma di eventi, rassegne e attività che ci accompagneranno nel corso dei prossimi dodici mesi di Pistoia Capitale Italiana del Libro.
A questo proposito, sia per analizzare più in dettaglio alcuni aspetti legati alla candidatura e al dossier presentati dalla nostra città, sia per fare il punto della situazione sui soggetti coinvolti in questo importante progetto e sulla “rete” che si sta formando attorno ad esso, abbiamo rivolto alcune domande a Maria Stella Rasetti, direttrice delle Biblioteche San Giorgio e Forteguerriana e responsabile del Servizio Cultura del Comune di Pistoia, una tra le promotrici della candidatura di Pistoia al bando ministeriale.

Cominciamo dal logo di Pistoia Capitale Italiana del Libro. Pinocchio e l’orso, entrambi simboli di Pistoia, sopra un libro aperto: chi ha realizzato il logo del dossier? Quale significato si è voluto dare a questa immagine?
Il logo della candidatura di Pistoia al titolo di Capitale Italiana del Libro per il 2026 è stato realizzato con il ricorso all’intelligenza artificiale, a partire da alcune istruzioni fornite da noi: volevamo che l’immancabile riferimento al libro venisse accompagnato dal richiamo alle silhouette evocative di due personaggi importanti per la storia e la tradizione di Pistoia: da un lato Pinocchio e dall’altro l’Orso Micco. Poiché il fil rouge che attraversa tutto il dossier è rappresentato dall’avventura, entrambi i personaggi evocati incarnano al meglio il concetto di avventura e di coraggio. Pinocchio è un burattino che diventa umano passando attraverso una serie di prove avventurose, e l’Orso è protagonista di tante favole e novelle paurose, che si concludono sempre superando delle prove e mostrando coraggio.
Quali sono stati i soggetti istituzionali che hanno concorso a predisporre il dossier presentato al Ministero?
Il testo del dossier è stato redato interamente a cura degli uffici comunali, senza ricorrere a esperti e consulenti esterni, cosa che invece è stata fatta da altre città che hanno raggiunto con noi la finale. Al di là della redazione materiale del testo, sono state veramente tante le voci che hanno composto quello che appare subito come un canto corale: a partire dai membri della filiera locale del libro, ovvero gli autori, gli editori, i librai, le scuole, i gruppi di lettura, le associazioni impegnate nelle iniziative culturali. Per non parlare delle biblioteche civiche di Pistoia (naturali protagoniste del progetto), assieme alle altre biblioteche della città e della provincia di Pistoia, legate nell’ormai solido sodalizio della rete REDOP. I servizi educativi del Comune hanno curato una parte significativa delle proposte, così come ci siamo ispirati alle mille azioni di promozione della lettura già attivate dagli Amici della San Giorgio e dagli Amici della Forteguerriana. Insomma, il dossier ha voluto presentarsi come una fotografia viva e in movimento delle tante azioni già attive, per aprire il varco anche a nuove e inedite proposte.
Quali esperienze maturate negli anni precedenti hanno costituito la traccia per questa nuova avventura?
Sicuramente l’esperienza di Pistoia Capitale della Cultura 2017 è stata alla base di questa nuova avventura. Forse non lo abbiamo sottolineato abbastanza, ma vale la pena ricordare che Pistoia è l’unica città italiana che nel giro di meno di dieci anni ha ricevuto per ben due volte il titolo di capitale in ambito culturale. Allora mettemmo in atto un metodo di lavoro che sicuramente ci farà da linea guida anche per questa annualità speciale.
L’attribuzione del titolo di Capitale Italiana del Libro porta con sé l’assegnazione di una cospicua somma di denaro. In quale fase saranno assegnate le risorse economiche ai singoli progetti?
A gennaio 2026 il Comune di Pistoia sottoscriverà una convenzione con il Ministero per il ricevimento del contributo in denaro. Successivamente a tale importante step, metteremo a punto la versione definitiva del budget, che non si discosterà in misura significativa dal bilancio preventivo pubblicato nel dossier.
Dal suo punto di vista di direttrice delle biblioteche pubbliche, cosa auspica possa cambiare a Pistoia nelle abitudini culturali in generale e nella lettura in particolare?
Auspico un ampliamento della base sociale dei lettori e dei frequentatori delle biblioteche e delle iniziative culturali. Vorrei che la lettura entrasse nell’agenda quotidiana di tutti, accompagnando le normali esperienze di vita per le diverse fasce d’età, invece che essere relegata – come ancora avviene troppo spesso – agli anni della scolarizzazione. Leggere ci rende migliori, più consapevoli, più capaci di focalizzare soluzioni diverse rispetto a quelle che vediamo e viviamo. Come diceva Umberto Eco, “chi non legge vive solo la sua vita, chi legge vive molte altre vite”.









