sabato, Ottobre 10, 2026

Pistoia, Claudia Gerini fa rivivere Franco Califano fra vita e canzoni

PISTOIA – Al Manzoni di Pistoia non c’era il pubblico delle grandi occasioni ma calore e successo non sono mancati da un pubblico che amava il Califfo e ha dimostrato di gradire la ricostruzione della sua vita portata in scena da Claudia Gerini, con la regia di Massimiliano Vado, fra aneddotica e realtà.

Lo spettacolo era rodato per essere stato più volte rappresentato e anche questa edizione ha confermato le capacità narrative dell’attrice.

Alcuni momenti dello spettacolo al Manzoni con Claudia Gerini (fotografie di Stefano Di Cecio)

Naturalmente in Gerini il pubblico non cerca la perfezione della cantante e quello del Manzoni le ha dimostrato simpatia e affetto quando ha sbagliato, e quindi ripetuto dopo le scuse, l’attacco di “Io me ‘imbriaco”.

Gerini che ha dimostrato, pur non conoscendolo a fondo anche per ragioni anagrafiche, di avere interiorizzato il pathos che Califano metteva nei suoi testi e ancor più nelle interpretazioni.

Apprezzamento del cantante nato anche dalla “romanità” che l’ha aiutata a cogliere le sfumature del personaggio che lei stessa ha sintetizzato dicendo: “Era sempre alla ricerca dell’amore, in una lotta continua tra amore, impegno e libertà. Lascia questa grande tendenza all’amore in tutte le sue declinazioni, dalle più malinconiche a quello desiderato”.

Una vita raccontata dando voce a donne reali o immaginarie che hanno o possono avere attraversato il cammino del poliedrico e sregolato cantautore la cui sregolatezza e anticonformismo hanno messo in ombra le sue capacità poetiche di uomo di spettacolo.

L’intento di questa “Qualche estate fa” cerca di riportare la figura del cantautore, del produttore, del guascone nella dimensione umana che tra eccessi e sentimentalismi ha attraversato tutta l’esistenza di questo grande compositore di canzoni di cui si sono “nutriti” molti cantanti.

Nella ricostruzione della dimensione umana fatta da Stefano Valanzuolo e aiutata dagli apprezzabili arrangiamenti di Antonio Di Francia e dall’ eccellente esecuzione di “Solisi String Quartet”, si è cercato di uscire dagli stereotipi deteriori dell’uomo ma di riportare al centro una figura dove c’è posto anche per i sentimenti. Ecco allora, la mamma, la prostituta, la barbona e la fan idealizzata, che fra una canzone e l’altra innescano storie e probabili spezzoni di vita e di comportamenti.

Tra le canzoni che Gerini ha dedicato allo spettacolo, il pubblico ha potuto ascoltare alcuni titoli che anche i più distratti hanno potuto apprezzare e magari canticchiare: Un tempo piccolo, Un’estate fa, Io non piango, Minuetto, La nevicata del ‘56, La musica è finita, Io m’embriaco, La mia libertà, Tutto il resto è noia per finire con il bis di Roma nuda.

E i convinti applausi sono arrivati.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI