PISTOIA – Il 23 maggio del 1992 alle 17:56 cinquecento chili di tritolo aprirono un cratere di oltre 14 metri sull’ autostrada all’altezza di Capaci. Nell’esplosione orchestrata da Cosa Nostra persero la vita il giudice Govanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonino Montinaro.

”Da allora la Quarto Savona Quindici non si è più fermata” – ha raccontato stamani Tina Montinaro la moglie di Anontino Montinaro davanti a una gremita piazza Duomo. A pochi metri da lei la teca con i resti dell’auto. ” Io vado in giro con la Quarto Savona Quindici per dimostrare ai mafiosi che non ci hanno fermati. La Quarto Savona Quindici cammina con l’Italia intera e la teca è la nostra croce laica, li ci sono 3 ragazzi e 3 famiglie”.
In piazza anche Gian Carlo Caselli, magistrato in pensione con una lunga carriera di lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo e attualmente presidente onorario dell’associazione antimafia Libera. ” Le vittime di mafia sono un esempio per tutti noi. Le vittime innocenti di mafia ci hanno lasciato un’eredità rivoluzionaria – ha detto, citando le parole di Salvatore Lupo, uno dei massimi studiosi delle mafie-. Sono creatori di legalità e credibilità nei confronti delle istituzioni. Per questo è importante tenerne vivo il ricordo, portato avanti anche dai familiari delle vittime che ne sopportano la sofferenza e stimolano affinché il ricordo sia anche impegno”.
E’ la seconda volta che Pistoia ospita la Quarto Savona Quindici. La prima volta fu nel 2017. Oggi il box che accoglie la carcassa dell’auto è tornato dopo il recente restauro, portato avanti con un progetto che vede coinvolti enti e fondazioni pistoiesi. ” Il recupero è un motivo di vanto per la città – ha commentato il sindaco Alessandro Tomasi. E’ un simbolo tragico, l’arma più forte per raccontare le mafie. Vale più di mille convegni o parole”.

Nella prima mattinata in sala Maggiore a Palazzo di Giano Caselli ha incontrato i ragazzi delle scuole pistoiesi. Nell’occasione è stato presentato anche il contest per studenti sul tema legalità, prendendo spunto dalle parole del magistrato e dai versi della canzone di Vecchioni ”sogna ragazzo sogna”. A lanciare la competizione proprio lo stesso autore, collegato a distanza.
La giornata si è volta a conclusione con il convegno in Comune sulla riforma dell’ergastolo ostativo dal titolo Fine pena, quando?.
(r.b.)







