PISTOIA – Prosegue la querelle sul ritiro degli scarti verdi ed i residui delle attività commerciali che, nelle aree periferiche della città di Pistoia, sono assoggettate alle stesse regole dei rifiuti umidi delle utente domestiche. “Dopo le criticità espresse dai fioristi – afferma la consigliera comunale PD, Antonella Cotti – sono stata contattata da alcune attività commerciali che nelle aree della nostra periferia si trovano a lottare con queste nuove ed assurde regole imposte da ALIA e dall’Amministrazione Tomasi. Tali regole – prosegue Antonella Cotti – rendono difficoltoso conferire l’umido negli attuali cassonetti, spesso distanti dal loro esercizio e con una apertura stretta rispetto alla mole quantitativa e qualitativa prodotta”.
”Questi esercenti-spiega- che pagano come tutti la Tari, chiedono solo di avere un servizio più efficiente ed adeguato alle loro necessità, tornando per le loro attività alla raccolta porta a porta. La destra e Tomasi – conclude la consigliera Cotti – hanno voluto accontentare gli esercenti del centro storico realizzando i cassonetti interrati, facendoli pagare a tutti i cittadini del Comune, dall’Orsigna a Bottegone, e sta sacrificando coloro che hanno attività commerciali nelle aree periferiche, come Belvedere, Fornaci ed altre ancora, che hanno gli stessi diritti di coloro che hanno il locale in Piazza Duomo. Forse per Tomasi ci sono commercianti e cittadini di seria A e alcuni di serie B? Abbia il coraggio di spiegarlo alla città”.










