PISTOIA – Il Consiglio comunale ieri, lunedì 12 settembre, ha approvato il nuovo regolamento per riscattare il diritto di superficie, trasformandolo in diritto di proprietà, di abitazioni economiche popolari e di attività artigianali.
Per farlo occorrerà pagare una somma che varia dai 6 ai 20 mila euro circa.
”Una cifra quasi raddoppiata” aveva denunciato ieri l’opposizione, lasciano poi l’aula in segno di protesta.

Oggi la replica dalla maggioranza: ” il sistema di calcolo – dicono – è stato introdotto dal Governo, tornando alle cifre pre – pandemia”. Si sarebbe dunque trattato di un recepimento della legge nazionale. ”L’unica discrezionalità – aggiungono dalla maggioranza – era quella di decidere se permettere la trasformazione di proprietà in tutte le aree di edilizia popolare o meno”.
Nel merito della scelta entra il capogruppo Fdi Francesco Pelagalli che dichiara: ”Abbiamo deciso di estendere la possibilità di riscatto a tutte le aree, perché tutti potessero usufruire di questa possibilità”. E alla richiesta della minoranza di mostrare l’elenco degli edifici e dei rispettivi proprietari risponde oggi il capogruppo della lista civica ”Ale” Fabio Raso : ” Avrebbero voluto decidere a chi permettere il riscatto ed a chi no?”, commenta.
Per quanto riguarda, invece, la scelta di abbandonare l’aula Pelagalli taccia l’opposizione di ostruzionismo. ” E’ stato irresponsabile -dice- e le loro dichiarazioni celano la volontà di fare ostruzionismo. Il PD denuncia l’aumento – aggiunge – accusando così i suoi parlamentari di aver votato quel provvedimento. Finalmente sono critici ed oggettivi anche con i suoi”.
“Una presa di posizione ideologica- rincara la Capogruppo della Lega Cinzia Cerdini – che non tiene conto degli interessi dei pistoiesi e che avrebbe dettato un allungamento dei tempi contro coloro che hanno già presentato la domanda di riscatto”.
“Nella raccomandazione a firma della maggioranza – dichiarano i capigruppo di Amo Pistoia Paola Calzolari e di Forza Italia Iacopo Bojola – abbiamo anche proposto alla giunta di agevolare l’acquisto per coloro che sono più in difficoltà, con la possibilità di rateizzare gli oneri dovuti al Comune. Una funzione sociale importante oltre alla possibilità di recupero del nostro patrimonio immobiliare da parte di privati”.
La replica di Pistoia Ecologista e Progressista
Abbiamo lasciato l’aula al momento del voto con tutti i gruppi di opposizione perché non è accettabile che la maggioranza pretenda di decidere quali documenti siano o meno rilevanti per la minoranza per esprimere un voto informato su un provvedimento. Con la delibera di ieri, il Comune era chiamato, per legge, a fare una scelta sulle aree Peep e le procedure di riscatto della proprietà e di liberazione dai vincoli di commerciabilità. Un provvedimento importante, per il quale già in Commissione urbanistica avevamo chiesto all’Assessore Cialdi di fornire dati più completi: sugli immobili e le unità abitative interessate, sulle zone, sulle caratteristiche e le condizioni attuali, sulle convenzioni.

In mancanza di questi dati, che non sono stati forniti dall’Assessore, abbiamo chiesto il rinvio della discussione al prossimo Consiglio (quindi entro poche settimane). La risposta del sindaco Tomasi, dell’Assessore Cialdi e dei capigruppo di maggioranza è stata: fidatevi. Le cose stanno come diciamo noi, non avete bisogno dei documenti che chiedete per votare.
Un’arroganza inaccettabile. Non è così che funziona la democrazia. E non è così che il Consiglio comunale può svolgere la sua funzione statutaria di controllo. Non si sta in Consiglio solo per alzare una mano e votare, ma per confrontarsi e farlo consapevolmente nel merito di ogni provvedimento.







