mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia e Saccaggi: storia di un amore

di Francesco Belliti

PISTOIA – Ieri è stata una giornata importante per il futuro del Pistoia Basket: la società biancorossa ha infatti annunciato il rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2025 di uno dei suoi leader, Lorenzo Saccaggi. Dopo aver superato quota 150 presenze con il club di via Fermi, ‘Lollo’ ha deciso di proseguire la sua carriera, alle porte dei trent’anni e nel pieno della maturità cestistica, con la squadra che lo ha cresciuto e poi fatto debuttare tra i grandi.

Saccaggi celebra insieme al presidente Capecchi le 150 presenze con Pistoia (foto Giovanni Fedi)

Dopo aver superato, in numero di presenze, una bandiera come il compianto capitano Matteo Bertolazzi, adesso Saccaggi punta a diventare il secondo di sempre in questa statistica: le 165 di Leonardo Zaccariello sono infatti alla portata già prima che finisca questa stagione. Più lontane, infine, le 301 di Fiorello Toppo, ma niente ormai è impossibile. Guardandosi indietro, invece, non si può non rendersi conto che la storia d’amore tra questo ragazzo e Pistoia sembra essere stata scritta da un bravo romanziere.

Le origini

Nato a Massa nel 1992, Lorenzo può essere a ragione definito, così come suo fratello maggiore Andrea, un figlio d’arte. Il basket entra nella storia della famiglia Saccaggi a partire dalla metà degli anni ‘70, quando il padre Maurizio, soprannominato ‘America’, gioca nell’Amatori Carrara. Operaio alla Olivetti, è un’ala grande rocciosa ma anche dotata di una particolare intelligenza nella lettura delle partite.

Tra il ‘75 e l’83, la Amatori passerà dalla Serie C alla B arrivando infine a sfiorare la promozione nella massima serie. Oltre a Saccaggi senior, a Carrara passano, tra gli altri, Marco e Luca Lanza, fratelli maggiori di quel Matteo che poi diverrà uno degli idoli della Pistoia targata Olimpia. Ma il principale motivo per cui ancora si ricorda la Amatori di ‘America’, Lanza e compagni risiede nel fatto che, in quel periodo, gli avversari di Carrara vivevano le trasferte alla palestra Dogali come un vero e proprio incubo: oltre che con un pubblico particolarmente ostile, i malcapitati dovevano fare i conti anche con l’opera intimidatoria, a volte ben oltre i limiti dell’agonismo sportivo, dei giocatori padroni di casa. Tanto che, si racconta, uscire vincitori dalla città dei marmi, per quanto praticamente impossibile, fosse l’ultimo dei problemi.

Uno spirito che, con le dovute proporzioni, non si può non rivedere anche nel carattere battagliero di Lorenzo, specie quando si lascia andare a vibranti proteste contro gli arbitri o a veri e propri scontri verbali, con il pericolo che sfocino nel fisico, con gli avversari. Uno spirito che si è presto ben sposato con quello del pubblico pistoiese, da sempre viscerale e capace di rendere il PalaCarrara un fortino pressoché inespugnabile.

Il primo atto

Corre l’anno 2009 quando coach Paolo Moretti decide di aggregare in pianta stabile in prima squadra, dalle giovanili, l’allora minorenne Lorenzo Saccaggi. Sono gli anni in cui Pistoia inizia a scalare le gerarchie in A2, avvicinandosi sempre più all’ultimo passo prima della promozione nel massimo campionato. Dalla stagione 2010/11 ‘Lollo’ inizia a trovare spazio nelle rotazioni, anche se davanti ha gente come Ariel Filloy e Simone Berti. Il vecchio saggio è invece la leggenda Gregor Fucka che, stando a voci di corridoio, suggerisce a Moretti metodi spartani per far crescere il giovane Saccaggi.

A Pistoia, in quegli anni, arrivano americani del calibro di Joe Forte, Jarvis Varnado, Dwight Hardy e Bobby Jones, oltre ad un’altra leggenda della pallacanestro italiana come Giacomo Galanda. Passa anche, nel 2011/12, l’esperto play Donte Mathis, salvo rompersi il crociato a metà stagione: incredibilmente il club biancorosso non ritorna sul mercato e punta tutto su ‘Lollo’, che a fine stagione ha 5.1 punti di media, mentre il cammino di Pistoia si interrompe solo a Gara 4 della finale play-off contro Brindisi.

La festa, come tutti sanno, è solo rimandata di un anno. Nell’ultimo atto della sua prima avventura in biancorosso, Saccaggi condivide la regia con il più navigato titolare Guido Meini, che poi sarà determinante nella famosa Gara 5 contro Brescia che sancirà il ritorno in A1.

È stato solo un arrivederci

Con Pistoia nella massima serie, Lorenzo viene girato in prestito a Forlì e rimane quindi in A2. Il suo contratto viene addirittura esteso fino al 2016: in questo lasso di tempo, lascia al secondo anno la società romagnola dopo il mancato pagamento degli stipendi e gioca in successione a Casalpusterlengo e a Verona. A giugno 2016, sempre in A2, avviene il ritorno in Toscana alla Mens Sana Siena dove ritrova l’ex compagno ai tempi di Pistoia Jonathan Tavernari e, al secondo anno, viene fatto capitano.

Non certo due stagioni da incorniciare, con la blasonata società sportiva ormai vicina al fondo della crisi. ‘Lollo’ decide così di ripartire da Biella, dove raggiunge le sue migliori medie di sempre in A2 e conosce il diesse Marco Sambugaro, coach Michele Carrea, Carl Wheatle e Deshawn Sims. Tutte persone che, due anni dopo, saranno di nuovo insieme a lui in via Fermi, in quella Pistoia che è sempre stata la sua seconda casa.

Dopo sette anni di lontananza e aver girato l’Italia, Lorenzo è diventato un leader dove prima era una giovane promessa. Il fatto che Pistoia abbia deciso, nell’estate 2020, di auto-retrocedersi in A2 è ininfluente nello spiegare questo ritorno, dato che Sambugaro e Carrea hanno sempre confermato che, anche nella massima serie, il loro play titolare sarebbe comunque stato Saccaggi. E chissà se stavolta non si potrà sognare un altro finale, con ‘Lollo’ che debutta in A1 con la maglia biancorossa addosso: sarebbe la perfetta chiusura del cerchio per una lunga e bella storia d’amore, nata in gioventù e fortificatasi in età adulta.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Video Sport

Ultime di sport